Puglia, agricoltura: giornate di lavoro aumentate del 7%. “Tassazione più alta d’Europa”

Puglia, agricoltura: giornate di lavoro aumentate del 7%. “Tassazione più alta d’Europa”

Mentre il numero delle aziende assuntrici di manodopera è aumentato di 182 unità.

Attualità
Altamura mercoledì 24 gennaio 2018
di La Redazione
Coldiretti Puglia
Coldiretti Puglia © Coldiretti Puglia

In Puglia in 3 anni sono aumentate, secondo i dati contenuti nel ‘Libro bianco sul lavoro’ elaborato da Coldiretti Puglia, del 7 percento le giornate di lavoro, passate da 14,6 milioni del 2014 a 15,7 milioni del 2016, mentre il numero delle aziende assuntrici di manodopera è aumentato di 182 unità.

“Ciò dimostra che – ha spiegato Responsabile Nazionale Lavoro e Relazioni Sindacali di Coldiretti, Romano Magrini - l’agricoltura nel Mezzogiorno è oggi capace di offrire prospettive di lavoro in un comparto strategico per l'economia del Paese. In uno scenario reso sfavorevole da crisi di mercato, accordi internazionali negativi, clima impazzito con bruschi cambiamenti delle condizioni meteorologhe, il mondo economico e lavorativo nel suo complesso va accompagnato da azioni concrete, perché le imprese agricole hanno bisogno dei lavoratori e di condizioni di mercato del lavoro che siano realmente sostenibili. Gli operai agricoli hanno bisogno di lavoro certo, salari realmente e correttamente retribuiti a condizioni eque”. Coldiretti sta cercando di creare una stretta connessione tra il contratto nazionale e il contratto provinciale di riferimento “perché rispetto al passato – ha aggiunto Magrini - è cresciuto il peso del secondo livello di contrattazione proprio per tenere conto dei diversi contesti di mercato del Paese e dei costi della vita sensibilmente diversi da una provincia all'altra. In Italia, poi, la tassazione sul lavoro stagionale è più alta di quella che esiste in Paesi come Francia e Spagna”.

E’ cresciuto, tra l’altro, nel primo semestre del 2017, di un ulteriore 6,6% in Puglia il numero delle imprese agroalimentari under 35 sul totale delle aziende agricole, secondo i dati di Unioncamere, con 5544 giovani ‘innovatori’ che in agricoltura sono riusciti a rappresentare prospettive future e ne hanno fatto un mondo di pionieri, rivoluzionari e attivisti, alimentando una speranza rispetto ai tanti giovani costretti a cercare lavoro all’estero.

“Il risultato è che le aziende agricole dei giovani settore – ha aggiunto il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento rispetto alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento e il 50 per cento di occupati per azienda in più. A caratterizzare le imprese giovanili del è anche il fatto che a 15 anni dall’approvazione delle legge di orientamento in agricoltura, fortemente sostenuta da Coldiretti che ha rivoluzionato le campagne, i giovani hanno interpretato in chiave innovativa le opportunità offerte dal mondo rurale e oggi il 70 per cento delle imprese under 35 opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative come la cura dell’orto e i corsi di cucina in campagna, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili”.

La provincia di Bari, con una crescita del 7,2% rispetto al totale dell’agroalimentare pugliese e 2054 giovani agricoltori in più nel primo semestre 2017 e Foggia, con un aumento del 6,5% e una crescita in valori assoluti di 1713 imprese under 35, rientrano a pieno titolo nella top ten nazionale, a testimoniare il processo di svecchiamento che il settore agricolo sta vivendo da anni e tutto ciò – rileva Coldiretti Puglia – quando ancora non era operativo il Bando del PSR Puglia destinato alle giovani imprese agricole.

Le imprese condotte da donne in Puglia sono aumentate di 2.307 unità in 3 anni dal 2014 al 2017, secondo i dati dell’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile di Unioncamere-InfoCamere. In agricoltura le aziende rosa, più giovani di quelle condotte da uomini, superano il 24%, ossia 1 impresa su 4 è donna.

“Le imprese rosa in Puglia battono, dunque, la crisi con un andamento superiore alla media – ha incalzato il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - perché risultano capaci di adeguarsi alla richieste del mercato e dei consumatori, cambiando, se necessario, addirittura attività produttiva. La riprova è nella presenza massiccia nei Mercati e negli Agriturismi di Campagna Amica, dove fanno la differenza in termini di accoglienza e capacità di vendita. Si tratta di esperienze nate autonomamente dietro forti personali motivazioni etiche, sociali, civili, di imprenditori che stanno portando avanti una funzione di interesse collettivo, assumendo manodopera , in uno scenario in cui spesso l’assenza di normative regionali di riferimento impedisce il loro riconoscimento e conseguentemente causa la difficile misurazione quantitativa di queste realtà”.

I dati statistici dimostrano che l’occupazione al femminile in agricoltura non è vista come la semplice perpetuazione di una tradizione o, peggio, come un ripiego occupazionale di scarso pregio, piuttosto come una scelta di lavoro ponderata.

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