Sgominata la "Banda del Bancomat", identificata la base di partenza tra Minervino e Spinazzola

Sgominata la "Banda del Bancomat" che agì anche ad Altamura, identificata la base di partenza tra Minervino e Spinazzola. IL VIDEO

Nell’operazione impiegati oltre 50 militari delle Province di Potenza, Bari e Foggia, oltre ad un velivolo del Nucleo Elicotteri di Bari.

Cronaca
Altamura venerdì 17 febbraio 2017
di La Redazione

Operazione "Akiud"

Sgominata banda con sede operativa in una masseria di Minervino
Il bancomat esploso. © GiovinazzoLive.it

Si è svolta nei giorni scorsi una vasta operazione condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Potenza e della Compagnia di Acerenza (PZ) in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal GIP del Capoluogo lucano, su richiesta della Procura della Repubblica.

Le indagini, coordinate dalla Procura potentina, hanno consentito di acquisire elementi indiziari a carico di cinque individui, tutti pugliesi, che si sarebbero resi responsabili di una decina di assalti a postazioni di bancomat commessi tra il 2015 ed il 2016 in Basilicata e Puglia mediante il metodo della “marmotta” (pezzo metallico a due strati, a forma di cuneo, recante, nel mezzo, l’esplosivo. Il manufatto veniva inserito nella fessura dalla quale veniva erogato il contante e poi attivato con una miccia. La conseguente deflagrazione provocava l’apertura del bancomat).

Le indagini si sono concentrate sugli episodi avvenuti tra marzo e maggio 2016 in alcuni centri lucani e pugliesi (Melfi, Barile, Cancellara, Bitetto, Altamura, Lucera e Gravina di Puglia) da parte di un «commando» che agiva utilizzando «un altissimo livello di attenzione e di precauzioni, ma anche con grande ferocia: la base di partenza era una masseria tra Minervino Murge e Spinazzola, le auto usate erano rubate, con targhe straniere, tutte molto potenti, e il gruppo agiva sempre a volto coperto, non utilizzando mai i telefoni cellulari, ma solo ricetrasmittenti. I cinque, infatti, molto probabilmente collegati con altri gruppi dell’area pugliese, avevano un preciso schema d’azione per far saltare il bancomat in pochi minuti e raccogliere le banconote: quelle macchiate venivano poi rivendute a un prezzo inferiore ad altri pregiudicati, e usate spesso nei distributori automatici.

Nessun cellulare e volti coperti, quindi, e per i riconoscimenti sono state necessarie perizie biometriche sui video di sorveglianza. Non esitavano però a forzare posti di blocco e a sparare, se necessario, come avvenuto in un paio di occasioni. Il bottino complessivo per i colpi su cui si sono svolte le indagini è di circa 130 mila euro. 

Nell’operazione  impiegati oltre 50 militari delle Province di Potenza, Bari e Foggia, oltre ad un velivolo del Nucleo Elicotteri di Bari, che ha sorvolato anche i cieli di Minervino nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, non passando inosservato a molti dei nostri lettori e concittadini.

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