Ecomafia, Puglia terza in Italia

Ecomafia, Puglia terza in Italia

Presentato il rapporto di Legambiente. Non diminuiscono i reati legati al ciclo dei rifiuti, del cemento e contro la fauna

Cronaca
Altamura giovedì 06 luglio 2017
di La Redazione
Presentato il rapporto di Legambiente.
Presentato il rapporto di Legambiente. © n.c.

È stato presentato ieri a Bari il rapporto di Legambiente sul fenomeno dell'ecomafia. Il documento, edito da Edizioni Ambiente, è stato presentato da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, alla presenza di Renato Nitti, sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Bari, del generale di brigata Giovanni Cataldo, comandante Legione Carabinieri Puglia, del colonnello Giovanni Misceo, comandante Gruppo Carabinieri Forestale di Bari e del colonnello Antonello Maggiore, comandante del Reparto aeronavale regionale della Guardia di Finanza.

I numeri
A soli due anni dall’entrata in vigore della legge sugli ecoreati, diminuiscono gli illeciti ambientali e il fatturato connesso scende a 13 miliardi di euro. I reati ambientali accertati dalle forze dell’ordine e dalla Capitaneria di Porto sono passati da 27.745 nel 2015 a 25.889 nel 2016, con una flessione del 7%. Per dirla in altro modo, si tratta di 71 al giorno, circa 3 ogni ora. Cresce, invece, il numero delle persone arrestate, denunciate e dei beni sequestrati, a testimoniare una sempre maggiore efficacia dell’azione investigativa e repressiva.

Nonostante la tendenza positiva rispetto agli anni passati, sono ancora tanti i problemi da affrontare: il fenomeno della corruzione che continua a dilagare in tutta la Penisola, la questione dell’abusivismo edilizio con 17mila nuovi immobili abusivi nel 2016, il ciclo illegale dei rifiuti in crescita e l’attenzione della criminalità sull’agroalimentare. Diminuiscono, invece, i reati contro gli animali e i furti di opere d’arte sul fronte delle archeomafie.

Puglia terza in Italia per reati ambientali
«Nel Rapporto Ecomafia 2017, la Puglia conquista il terzo posto della classifica delle illegalità ambientali in Italia, con 2.339 infrazioni accertate, mentre è prima per numero di persone arrestate, ben 35. La nostra regione, inoltre, sale sul podio per l’abusivismo edilizio, per i reati contro la fauna e per quelli nel ciclo dei rifiuti. I numeri pugliesi di Ecomafia 2017 sono il frutto del capillare lavoro di controllo del territorio e contrasto alle illegalità ambientali svolto in tutta la regione dalle forze dell’ordine e dalla magistratura che, ormai da due anni, possono contare sulla legge sugli ecoreati contro chi pensa di lucrare a danno della salute dei cittadini e del territorio» ha dichiarato Tarantini.

Nella classifica generale dell’illegalità ambientale in Italia nel 2016, la Puglia sale al terzo posto con 2.339 infrazioni accertate, il 9,2% sul totale nazionale, 745 sequestri effettuati e 2.269 persone denunciate, mentre è la prima regione per numero di arresti con 35 persone.

Nel 2016, in Puglia, grazie alla Legge 68/2015 sugli ecoreati, le forze di polizia hanno contestato 35 infrazioni, effettuato 10 sequestri, denunciando 87 persone e arrestandone ben 14.

Nel ciclo illegale dei rifiuti, la Puglia sale al secondo posto, con 644 infrazioni accertate, l’11,3% sul totale nazionale, 760 persone denunciate e 294 sequestri effettuati, ed è la prima regione per numero di arresti, ben 42. Mentre, nella classifica provinciale dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti nel 2016, a livello nazionale, Bari e Foggia si piazzano rispettivamente al quarto e quinto posto con 165 e 146 infrazioni accertate.

Sul fronte dei trafficanti di rifiuti, dal 2002 al giugno 2017, nella nostra regione, ci sono state 60 inchieste contro attività organizzate per il traffico illecito dei rifiuti, circa il 17,3% delle inchieste su tutto il territorio nazionale. Inchieste che hanno portato a 176 ordinanze di custodia cautelare, 420 persone denunciate, e hanno coinvolto 72 aziende con oltre 3,5 milioni di tonnellate di rifiuti sequestrate.

Inoltre, e non è certo una novità, la Puglia rimane la base logistica, la porta d’ingresso o d’uscita, per i traffici internazionali di rifiuti. Si tratta di rifiuti costituiti principalmente da rottami ferrosi, materiali plastici, rifiuti elettrici ed elettronici, carta, cartone e vetro che i trafficanti immettono nei circuiti illegali del riciclo.

Nella classifica dell’illegalità nel ciclo del cemento, la Puglia si piazza al secondo posto con 445 infrazioni accertate, il 10,1% sul totale nazionale, 597 persone denunciate e 216 sequestri effettuati. Nella classifica provinciale dell’illegalità nel ciclo del cemento nel 2016 all’ottavo posto vi è Foggia con 109 infrazioni accertate. È proprio sulla costa che si materializzano i peggiori ecomostri e i peggiori abusi. Villette, piscine, lidi, ristoranti, campeggi, resort, spesso costruiti direttamente sulla sabbia. Quest’anno il record per il costruito lungomare spetta alla Puglia e alla Sicilia, con oltre 700 manufatti per chilometro quadrato. Nonostante ciò, nella nostra regione, gli interventi di abbattimento continuano ad essere pochi e sporadici, frutto della sola iniziativa delle procure.

L’illegalità nel comparto agroalimentare continua a confermarsi come una delle peggiori zavorre dell’Italia, che danneggia uno dei vanti del nostro Paese nel mondo. Diverse le operazioni portate a termine dai militari del Comando tegionale Carabinieri Forestale Puglia, volte a garantire la sicurezza agroalimentare e a tutelare i consumatori da frodi e contraffazioni.

Per quanto riguarda il racket degli animali (corse clandestine di cavalli, combattimenti clandestini, traffico di animali da compagnia, commercio illegale di specie protette, macellazione clandestina, abigeato, bracconaggio e pesca di frodo), la Puglia sale al terzo posto con 612 infrazioni accertate (il 10,3% sul totale nazionale), 628 persone denunciate e 149 sequestri effettuati. Nella classifica provinciale dell’illegalità nella fauna nel 2016, a livello nazionale, Bari si piazza all’ottavo posto con 179 infrazioni accertate.

«La corruzione è sicuramente il peggior nemico dell’ambiente - commenta Legambiente - . Gli appalti pubblici nel settore dell’ambiente sono tra quelli più esposti alla corruzione e alla criminalità organizzata». Dal 1° gennaio 2010 al 31 maggio 2017, in Puglia ci sono state 23 inchieste sulla corruzione in materia ambientale, con 106 persone arrestate, 254 denunciate e 35 sequestri effettuati.

Sul fronte dell’archeomafia, l’aggressione criminale al patrimonio artistico e archeologico, la Puglia, una delle regioni più ricche di reperti archeologici ma anche di tombaroli attivi, scende all’11° posto con 17 furti di opere d’arte. Nel territorio pugliese continua lo scavo clandestino ad opera dei tombaroli, un’attività illecita intorno alla quale ruotano enormi interessi economici e sulla quale sono efficacemente intervenuti i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari che, nel corso di numerose indagini, hanno recuperato oltre 450 reperti archeologici, rarissime maioliche medievali, preziose pergamene, un prezioso dipinto risalente al 1400, per un valore che supera i 500mila euro. Mentre sono state 11 le persone deferite all’Autorità Giudiziaria per scavo clandestino.

«Per contrastare le illegalità ambientali – conclude Tarantini – è fondamentale che siano approvate quelle norme che mancano ancora all’appello, a partire da una legge che semplifichi l’iter di abbattimento delle costruzioni abusive. Servono anche norme che prevedano i delitti contro la flora e la fauna protette, pene più severe contro le archeomafie, l’accesso gratuito alla giustizia per le associazioni e, sul fronte dei controlli, occorre dare gambe forti alle Agenzie regionali di protezione ambientale, che stanno ancora aspettando l’approvazione dei decreti attuativi, previsti dalla recente riforma del sistema delle Agenzie, da parte del Ministero dell’Ambiente e della Presidenza del Consiglio dei Ministri».


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