Flora e fauna

La morfologia della città, le sue peculiarità, l’economia, la flora e la fauna.

La città
a cura di Antonio Ferrante
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Impossibile parlare di flora e fauna del territorio di Altamura senza parlare del Parco Nazionale dell'Alta Murgia. Nonostante una vista d'occhio che fa apparire tutto brullo e spoglio, il territorio nasconde una vegetazione ricchissima di essenza arboree. E' nei pascoli in cui si sviluppano le specie più rappresentative, tra cui le orchidee selvatiche (es. Ophrys mateolana), alcune porzioni sono cespugliate, altre arborate con prevalenza del ‘perazzo’ (Pyrus amygdaliformis). Lo strato erboso è costituito principalmente da graminacee e si caratterizza per la presenza di ferule e asfodeli. Tra i funghi va annoverata una specie pregiata: il cardoncello (Pleurotus eryngii). Nei boschi le specie prevalenti sono la roverella (Quercus pubescens), il fragno (Quercus trojana), la quercia spinosa (Quercus coccifera), il leccio(Quercus ilex), il cerro (Quercus cerris) e il farnetto (Quercus frainetto). Nel sottobosco cespuglioso, tra le piante si annoverano il Gigaro pugliese (Arum apulum) e la Peonia corallina (Peonia mascula).

La caccia e la trasformazione selvaggia del territorio altamurano hanno portato negli anni alla scomparsa di numerose specie faunistiche (es. il lupo, il capovaccaio, il gatto selvatico, la gallina prataiola). L’avifauna è caratterizzata da circa 75 specie rappresentando il 43% delle 178 specie nidificanti a livello regionale. Molti uccelli infatti nidificano direttamente al suolo come la calandra, la calandrella, l’allodola, la cappellaccia e la tottavilla. L’altro gruppo di particolare interesse è quello dei rapaci; oltre alla poiana, lo sparviero e il lanario, la Murgia altamurana ospita la popolazione più importante e numerosa d’Europa del Falco naumanni, ovvero comunemente noto come grillaio. Questo falco si nutre per lo più di invertebrati che caccia con la tecnica inconfondibile dello “spirito santo” negli ambienti steppici del territorio. Gli anfibi per loro natura sono presenti in prossimità di laghetti carsici, cisterne o pozzi e se ne contano circa 7 specie tra cui il Tritone italico (Triturus italicus), il Rospo smeraldino (Bufo viridis), la Raganella (Hyla intermedia) e l’Ululone appenninico (Bombina pachypus).
I rettili sono presenti con ben 13 specie sulle 19 presenti a livello regionale. Tra queste suscitano maggiore interesse il geco di Kotschy (Cyrtopodion kotschyi) e il colubro leopardino (Elaphe situla). Tra i predatori vanno annoverate la volpe, la donnola, la faina.

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