Caso Dema impianti, l'intervento di Giacinto Forte

Caso Dema impianti, l’intervento di Giacinto Forte

"Rivolgo un appello a tutti i miei colleghi del consiglio regionale, al presidente Vendola, di prendere un’iniziativa forte, formalmente, affinché si risolva positivamente tale vicenda"

Cronaca
Altamura martedì 13 gennaio 2015
di La Redazione
Il consigliere regionale Giacinto Forte.
Il consigliere regionale Giacinto Forte. © altamuralive

Il consigliere regionale Giacinto Forte, candidato sindaco alle prossime amministrative altamurane, interviene sulla videnda della Dema impianti di Altamura. Facciamo seguire la sua nota.

"Oggi, si parla tantissimo in televisione e sui giornali, di aziende in difficoltà a causa di una crisi economica di carattere strutturale, che ha radici profonde, sia a   livello nazionale che  mondiale.  Ciò, si intuisce dalla evidente  difficoltà, da parte del governo centrale ad intervenire in merito,   specie quando, un’intervento deciso, risolverebbe definitivamente la situazione assurda,  che si è venuta a creare nello specifico caso. Ma evidentemente, è molto più “mediatico”far “finta” di intervenire sul  caso Ilva di Taranto, che occuparsi del dramma che vivono rappresentanti della piccola e media impresa.

Realtà attive, come la Dema Impianti srl e la Tecnoelettra srl di Altamura, che  sono state truffate mentre eseguivano un’ opera pubblica, a loro commissionata, pur rispettando le procedure e la normativa in materia di appalti. Questa ingarbugliata vicenda, è scaturita, dalla mancanza di vigilanza,  dall’assenza di  tutela, da parte dell’ente appaltante  e da regolamenti poco chiari dello Stato. Mi riferisco, alla legge sugli appalti pubblici, e non solo, che ha permesso, che il fallimento “sospetto”di un Consorzio di Coop Rosse, sia potuto avvenire, come d’incanto, lasciando letteralmente nella disperazione, le imprese altamurane, che hanno portato a termine l’opera pubblica.  La Dema impianti srl e la Tecnoelettra srl di Altamura, hanno avuto la sfortuna di aver lavorato onestamente in questo appalto, credendo di essere tutelati dalle regole e  impegnando le loro risorse economiche e umane. Ma purtroppo, così non è stato. Ora, visto il mancato intervento dello Stato centrale e regionale,  rischiano il tracollo. Sono di dominio pubblico,  gli interventi veementi, di noi politici, nella fattispecie, attraverso  le due interrogazioni parlamentari dell’on. L’Abbate, le lettere a Vendola e al ministro Poletti dell’on. Liliana Ventricelli, le mie richieste di intervento urgente da parte della Regione. Ma ciò, devo dire, non ha prodotto alcun risultato. Il silenzio e l’inerzia, avvolgono questa vicenda. Sembrerebbe, che  si voglia anestetizzare  la  questione,  per non intaccare certe dinamiche politiche ed amministrative che possono ledere qualcuno. Come già più volte pubblicato da ormai due anni, questa struttura è costata circa 22.000.000,00 di euro, completata  ma non ancora inaugurata. Struttura che il 19.12.12,- cosi come dichiarato dall’ente- i lavori erano ormai al 95,06%, sostanzialmente terminati. Oggi, si scopre  che  c’è la volontà da parte dell’ente di volerla vendere, in quanto non  più in grado di sostenere le spese di gestione. Viene addotta questa motivazione, a dir poco surreale,  come se nulla fosse. Eppure, non molto tempo fa  gli stessi dirigenti dell’ente avevano dichiarato in televisione e sui giornali l’ imminente apertura della struttura proprio in risposta agli attacchi mediatici.  Anzi,lo stesso  viceministro De Vincenti, rispondendo alla prima interrogazione dell’on. L’Abbate  ne confermò  l’imminente apertura. 

Forse una bufala? Oggi invece, questa struttura, rischia di diventare una forma di monetizzazione, per l’ente, invece di rappresentare  un’opera  di interesse pubblico, per le aziende di capitanata, cosi come dichiarò il Presidente Vendola, alla posa della prima pietra. Ma evidentemente, sfugge ai più,  che questa struttura, oggi non è stata ancora inaugurata in quanto deficitaria di  certificazioni degli impianti, cioè, quelli realizzati dalle due ditte altamurane, che vantano crediti ingenti , tutt’ora sospesi  e che hanno diffidato l’ente appaltante, la CCIAA di Foggia e gli enti preposti, quali  il comune di Foggia, VVFF, Provincia,  a modificare e rilasciare certificazioni  inerenti gli impianti realizzati dalle ditte altamurane.   Infatti, nota è l’ interrogazione del marzo 2014 dell’on. L’Abbate, in merito alle certificazioni degli impianti, ad oggi senza risposta da parte del Ministro Poletti. Appare davvero “strano”  il procrastinare l’inaugurazione. Forse, qualcuno sta aspettando eventi da sfruttare a proprio favore come il fallimento delle Ditte Altamurane?  La causa di tutto questo,  è  il consorzio CAT -“Consorzio Alta tecnologia soc.coop,”- oggi fallito,  facente parte della Lega Coop.  Un consorzio avente attività mutualistica e senza fine di speculazione privata, il quale acquisisce lavori e li cede alle consorziate alle stesse condizione con cui lo ha assunto.  Le ditte affidatarie, acquisiscono  i lavori, con una  quota pari al 3%, così come previsto dallo statuto del consorzio. Bene. Ma, retoricamente mi chiedo: come può un consorzio mutualistico e senza fini di speculativi, precipitare  nel baratro del fallimento?                                                                                                                       

Forse, è  da leggere in questo senso, il silenzio del Ministro Poletti. Credo, sia il caso di intervenire anche a livello regionale. Rivolgo  un appello a tutti i miei colleghi del consiglio regionale, al Presidente Vendola, di  prendere un’iniziativa forte, formalmente, affinché si  risolva positivamente tale vicenda, che  vede imprenditori e famiglie dei lavoratori, in una situazione disperata. E’ davvero paradossale che in un paese chiamato Italia, si possa fallire “anche” per debiti!"

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