Il racconto di una storia lunga 40 anni

Quaderno a quadretti - Il racconto di una storia lunga 40 anni.

Quaderno a quadretti apre la sua attività nel 1980, dopo quarant'anni è ancora il punto di riferimento per la moda dei più piccoli.

Attualità
Altamura giovedì 25 febbraio 2021
di La Redazione
Quaderno a quadretti - Il racconto di una storia lunga 40 anni.
Quaderno a quadretti - Il racconto di una storia lunga 40 anni. © Francesca Zaccaria

Quaderno a quadretti apre la sua attività nel 1980, dopo quarant'anni è ancora il punto di riferimento per la moda dei più piccoli. Da sempre sinonimo di qualità e stile, abbiamo deciso di festeggiare questo traguardo con loro intervistando Lucrezia, titolare e fondatrice di questa splendida realtà che ha vestito intere generazioni.

 

Avete festeggiato i 40 anni di attività, ma come è iniziata questa avventura?

Questa splendida avventura è iniziata molto tempo fa, era il 1980 e con mio marito gestivamo un’altra attività ad Altamura ma io non ero pienamente soddisfatta del lavoro che avevamo e abbiamo iniziato a pensare a cosa avremmo potuto fare. L’idea arrivò dal cuore, da una mia grande passione: vestire i bambini. Mi piaceva farlo con i miei figli e pensavo mi sarebbe piaciuto anche con gli altri bambini. Come prima cosa andai a Pitti Bimbo a Firenze e subito dopo a Milano per guardare i capi delle aziende più importanti e portarle nel mio nuovo negozio ad Altamura.

In 40 anni, siete alla terza generazione di clienti, com’è vedere le bambine che ora sono diventate mamme e tornano in negozio con i loro figli?

L’emozione è tantissima, vedere quelle bambine che ora sono diventate mamme e tornano in negozio mi riempie sempre il cuore. Sono tantissime a tornare con i loro figli e a raccontarci dei loro ricordi, dei vestitini che hanno adorato da bambine e degli avvenimenti importanti in cui li hanno indossati. Proprio qualche giorno fa, una mamma di fuori Altamura è tornata dopo anni e ha provato una grande emozione entrando in negozio. Ogni volta è un piacere sentirle raccontare dei dettagli e delle emozioni che hanno provato indossando i capi comprati da noi.

Per essere presenti tutti questi anni sul mercato, assicurando sempre la scelta giusta in base ai gusti dei vostri piccoli clienti, quali sono i segreti?

La passione. La passione per i bambini è tutto in questo tipo di attività, sarebbe impossibile fare il nostro lavoro altrimenti. Quarant’anni fa non sbagliavo quando credevo che sarebbe stato il lavoro giusto per me.

Per questo grande traguardo, volete ringraziare qualcuno? I vostri clienti e le aziende fornitrici?

Entrambi. Sono stati al nostro fianco praticamente sempre in questi quarant’anni. I clienti che negli anni si sono fidelizzati e ce lo dimostrano tornando dopo anni e le aziende che ci hanno dato fiducia in ogni occasione. Negli abbiamo imparato molto sia dai clienti che dalle aziende.

Ma non solo, è stato molto importante avere in negozio delle persone capaci e con la mia stessa passione. Senza le mie collaboratrici e i miei figli non ce l’avrei mai fatta.

Ringrazio anche mio marito che in questi anni ha seguito l’amministrazione dell’azienda.

Quali sono i momenti che ricorda di più di questi quarant’anni?

Difficile sceglierne solo alcuni.

Ci sono tantissimi ricordi che mi vengono in mente adesso, sicuramente ce ne sono alcuni che ricordo più di altri.

Il giorno in cui tornavo dall’ospedale dopo la nascita di uno dei miei figli, una cliente mi chiese un corredino perché anche lei stava per partorire e invece di andare a casa sono venuta in negozio per fare il corredino. È di questo che parlo quando vi dico che ci vuole passione per questo lavoro.

Ci sono stati anche degli errore che ho commesso negli anni. Un anno, per un malinteso, ho comprato un carico esagerato di merce. Erano scarpe. Arrivò un numero di molto superiore rispetto a quante me ne aspettavo. Dopo i primi momenti di panico, continuammo a lavorare e riuscimmo a recuperare l’errore.

Negli anni non sono mancate occasioni per fare beneficenza. Un bel po’ di anni fa, avevo molta merce delle stagioni precedenti e parlai con uno stockista per liberare il magazzino. Alla fine decisi di inviarli in Mozambico e nella Ex Yugoslavia che in quegli anni vivevano un periodo particolare e i bambini si trovavano in grossa difficoltà.

Anche in occasione del terremoto dell’Irpinia del 1980, avevo in negozio dei  cappotti molto caldi e, senza pensarci, li presi tutti e li inviai per quei bambini che avevano perso la casa.

Avete rinnovato il logo da pochissimo, ci sono altre novità in arrivo?

Il logo fa parte di una serie di novità che sono in work in progress. Insieme al logo abbiamo fatto un restyling delle nostre shopper e abbiamo rilanciato il nostro famoso Quaderno a quadretti. Siamo sempre attenti ad adeguarci e ad essere al passo con i tempi.

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