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Covid, Anelli sul vaccino: «Funziona ed è l'unica vera via per uscire dall'emergenza»

Il presidente dei medici: «Abbiate fiducia e accettate i vaccini proposti. I dati sulla sorveglianza sanitaria parlano chiaro»

Attualità
Altamura lunedì 12 aprile 2021
di La Redazione
Il Presidente dell Ordine dei Medici, Filippo Anelli
Il Presidente dell Ordine dei Medici, Filippo Anelli © N.C.

"Sollecito tutti ad avere fiducia nella scienza e ad affidarsi ai medici per la scelta del vaccino": è l'appello di Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici.

"Nel caso di AstraZeneca - spiega - la raccomandazione di utilizzo per gli over 60 è legata ad un orientamento di grande prudenza".

L'arma del vaccino, dice, "funziona ed è l'unica vera via per uscire dall'emergenza".

"Grazie alla vaccinazione di tutti i medici - riferisce - la mortalità nella nostra categoria si è abbattuta del 95%. Ogni mese registravamo tra 40 e 60 decessi. A marzo ne sono stati 10, nei 10 giorni di aprile soltanto 1". 

E in particolare su AstraZeneca, il presidente Fnomceo evidenzia il fatto che "tra le migliaia di insegnanti pugliesi cui è stato somministrato il vaccino anglo-svedese non si siano registrati casi di effetti collaterali gravi. In un contesto in cui la mortalità per Covid è altissima, il primo vaccino che vi propongono, qualsiasi esso sia - ribadisce Anelli - è la via migliore per tutelare la vostra salute. I dati sulla sorveglianza sanitaria hanno addirittura dimostrato che il vaccino AstraZeneca ha una funzione protettiva maggiore di altri per gli ultra sessantenni". 

"In questo momento in cui emerge la difficile gestione della pandemia da parte della nostra Regione, vorrei ringraziare tutti i medici pugliesi per il loro impegno e la loro dedizione, che non sono mai venuti meno": è il commento di Anelli ai dati che vedono la Puglia "ai primi posti per numero di contagi in rapporto alla popolazione e agli ultimi posti per l'andamento della campagna vaccinale".

"Negli ospedali - sostiene - non vengono più rispettati gli standard di rapporto medici/posti letto, né la distinzione di ruolo tra le varie specialità. Fortunatamente, le terapie intensive non sono ancora sature, ma da molti altri punti di vista la situazione è simile a quanto è accaduto a Bergamo durante la prima ondata. Sul territorio, a fronte di un tracciamento ormai saltato, da settimane i medici di famiglia sono impegnati a tappare le falle del sistema, portando avanti la sorveglianza dei malati domiciliari, prenotando i tamponi e, da qualche giorno, somministrando i vaccini. Hanno carichi di lavoro insostenibili, con 12/13 ore di lavoro sette giorni su sette".

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