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Lo studio IPSOS per Adyen: In Puglia il 39% della gente preferisce i pagamenti cashless al contante

In Italia è sempre più frequente l'utilizzo dei pagamenti digitali. La Puglia spicca tra le regioni più dinamiche per quanto riguarda questo strumento, il 39% della popolazione, contro il 35% della media nazionale.

Attualità
Altamura mercoledì 09 giugno 2021
di La Redazione
Carta di credito
Carta di credito © n.c.

Secondo una ricerca condotta da IPSOS per Adyen, più del 63% dei pagamenti degli italiani vengono effettuati attraverso soluzioni cashless, con ulteriore crescita del 6% prevista per l'anno in corso.
“La nostra indagine conferma come la crescita degli smart payments sia un trend ormai consolidato e che continuerà negli anni a venire”, commenta Lucia Spadaccini, Senior Researcher, Ipsos Italia. E prosegue: “È interessante semmai notare che i dati oggi segnalano una porzione molto consistente (47%) degli attuali utilizzatori di carte come aperti verso l’adozione di nuovi strumenti. Aspetto che ci porta a ipotizzare un possibile passaggio a metodi smart. Un fenomeno che potrebbe svilupparsi a partire dalle fasce di età più giovani dove già oggi i profili orientati agli smart payments rappresentano ben il 45% della popolazione fra 18 e 24 anni”.
In questi ultimi due anni si sono ridotte drasticamente anche le differenze fra nord e sud e fra grandi centri e piccoli centri a livello di adozione del cashless. Lo scoppio della pandemia e la conseguente diffusione di e-commerce e delivery hanno sicuramente contribuito al passaggio verso il digitale in tutto il paese. La Puglia spicca tra le regioni più dinamiche per quanto riguarda i pagamenti digitali, il 39% della popolazione, contro il 35% della media nazionale.

Secondo la maggior parte degli italiani intervistati per questa ricerca, le ragioni per preferire soluzioni diverse dal contante sono legate soprattutto alla comodità e la velocità di utilizzo. Inoltre, Il 33% degli intervistati indica la sicurezza come fattore
determinante nella scelta di utilizzare smart payments o carte di credito. Soffermandosi sulle ragioni associate al percepito senso di maggiore sicurezza, il 61% degli italiani ritiene che i pagamenti elettronici contribuiscano a limitare l’evasione fiscale, il 37% afferma che possano aiutare a diminuire i rischi di scippi, mentre il 28% pensa che garantiscano maggiore igiene: un aspetto senz’altro legato alla pandemia e al repentino cambiamento di abitudini ad essa legato.
Il sondaggio ha inoltre esplorato le opinioni degli italiani riguardo alle recenti misure messe in atto per disincentivare l’utilizzo del contante. L’aumento della soglia fino a €50 dei pagamenti contactless senza pin è valutato positivamente da oltre 7 italiani su 10; il 20% degli intervistati apprezzerebbe un ulteriore innalzamento del limite. Con poco meno della metà della popolazione che ha aderito (44%), anche il programma di cashback di stato è stato accolto favorevolmente dal 68% degli Italiani. Solo il 6% afferma di non essere a conoscenza di questa iniziativa da parte dello stato.

Un cambiamento che ha colpito anche gli acquisti nei negozi. Il 69% degli italiani dichiara di aver pagato sempre più spesso i propri acquisti con le carte nel corso degli ultimi 12/24 mesi mentre il 26% ha intensificato l’uso degli smart payments. L'ostacolo a questo metodo di pagamento per la maggior parte della gente è da ricercare negli alti costi di transazione che limitano una maggiore accettazione dei pagamenti elettronici da parte dei negozianti, soprattutto per importi meno elevati.

Alla luce di questi risultati, l’Italia sembra avviarsi verso una sempre maggiore digitalizzazione dei processi di vendita e pagamento. Per le aziende la sfida del cambiamento si chiama commercio unificato, ovvero la capacità di offrire esperienze di acquisto in qualsiasi contesto (digitale o in store) con processi fluidi.
“La pandemia ha segnato un punto di svolta epocale in questo senso. I consumatori hanno potuto beneficiare di nuove modalità di acquisto e pagamento, che si sono rivelate molto più affini al loro stile di vita. I confini fra esperienza offline e online stanno diventando sempre più sfumati, perché così sono percepiti dal cliente odierno che non ragiona in ottica di canali ma di desideri. È il paradigma dell’omnicanalità che diventa il “new normal”, ha aggiunto De Passorio.

 

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