Le sentenze

Discarica "Le Lamie", il Consiglio di Stato respinge l'appello della Tra.de.co s.r.l.

Il Consiglio di Stato conferma la correttezza dell’azione del Comune di Altamura

Attualità
Altamura martedì 22 giugno 2021
di La Redazione
Discarica
Discarica "Le Lamie", il Consiglio di Stato respinge l'appello della Tra.de.co s.r.l. © n.d.

Il Consiglio di Stato si è pronunciato con due sentenze, la n. 4383/21 e 4384/21, sull’ordinanza emessa dalla Sindaca di Altamura Rosa Melodia il 7 maggio 2020 con la quale si ordinava la messa in sicurezza della discarica “Le Lamie”.
Il Giudice amministrativo, respingendo l’appello della Tra.de.co s.r.l., ha stabilito che l’ordinanza è stata legittimamente adottata nei confronti della società, soggetto gestore dell’area a cui è imputabile la condotta attiva e omissiva che aveva dato luogo all’adozione di misure cautelare in sede penali per fatti che sono rimasti pacifici anche in sede amministrativa, e che, altrettanto legittimamente, la stessa può essere diretta a qualunque soggetto, persona fisica (o giuridica) che risulti essere stata responsabile dello stato di abbandono del bene in quanto coinvolta nelle fattispecie di danno o di pericolo costante.
È stato, poi, nuovamente chiarito che sussiste la piena responsabilità di tutti “gli amministratori e di coloro che, pur essendo soci (non amministratori) hanno formalmente rivestito la carica di amministratori o di fatto si siano ingeriti nell’amministrazione della società”. Lo “schermo patrimoniale” della società, quindi, non protegge i soci. Il Consiglio di Stato, tuttavia, ha ritenuto – accogliendo parzialmente il ricorso dei soli soci e non della Tra.de.co s.r.l. – che sia necessario per il Comune svolgere una istruttoria per valutare il ruolo di ciascun soggetto coinvolto, distinguendo tra titolari di cariche effettive e soggetti che, pur non rivestendone, abbiano svolto o contribuito a svolgere compiti gestori partecipando attivamente alle decisioni e alla conduzione dell’attività di impresa per la discarica “Le Lamie”.

È stata, infine, riconosciuta la responsabilità di “diritto pubblico” anche della curatela fallimentare, pur in presenza dell’avvenuta restituzione del bene. In definitiva in entrambe le sentenze è stata condivisa l’impostazione difensiva del Comune messa in atto dall’avv. Giampaolo Sechi - pur con delle precisazioni rispetto ai soci della Tra.de.co s.r.l. – con pronunce che si presentano innovative e che confortano l’ente rispetto all’azione di tutela dell’interesse pubblico che si sta perseguendo.

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