La premiazione

Il progetto altamurano - martinese "Opuntia" vince il concorso di "idee al femminile"

A vincere il concorso di idee ‘al femminile’ dal titolo “Le donne per un’economia rurale e circolare” è stato il progetto Opuntia dell'altamurana Rosalia Facendola e la martinese Francesca Maria Melucci

Attualità
Altamura venerdì 08 ottobre 2021
di La Redazione
Il progetto altamurano - martinese
Il progetto altamurano - martinese "Opuntia" vince il concorso di "idee al femminile" © Progeva - Facebook

A vincere il concorso di idee ‘al femminile’ dal titolo “Le donne per un’economia rurale e circolare” è stato il progetto Opuntia dell'altamurana Rosalia Facendola e la martinese Francesca Maria Melucci. Un concorso bandito la scorsa primavera dal Soroptimist Club di Martina Franca, a conclusione e coronamento di un fortunato ciclo di seminari on-line organizzati in collaborazione con Università di Bari – GAL Valle d’Itria – Fondazione ITS Agroalimentare di Puglia - Comuni di Martina Franca, Locorotondo, Cisternino e Fasano.

Erano in otto i progetti pervenuti e sottoposti al vaglio della Commissione giudicatrice; come richiesto dal bando, partendo da una realtà d’impresa già esistente, o immaginando di avviarne una nuova di zecca, le partecipanti hanno proposto un’idea originale, convincente e conveniente di conversione del territorio rurale in chiave circolare e sostenibile. Per economia circolare si intende un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo garantendo la valorizzazione del prodotto e riducendo al minimo la produzione di rifiuti. 

A illustrare i progetti, con l’ausilio di diapositive e filmati e con una carica di passione ed entusiasmo davvero coinvolgenti, sono state le rispettive ideatrici (alcune delle quali giovanissime). Questi i i loro nomi (in ordine rigorosamente alfabetico) e i titoli dei loro progetti:

• R-INNOVA di Anna Rita Annichiarico

• MERAKI Glamping Wellness & more di Porsia Caragnano

​• ArtICHokE FloWER Idea Agriculture, Innovation, Circularity, Handiwork and Economy for Women Employment and Rurality di Tiziana Crovella​

• Impianto di una FOOD FOREST di Raffaella De Chirico

• OPUNTIA di Francesca Maria Melucci e Rosalia Facendola​

• DONNE IN CAMMINO di Angelina Fadda​

• UN’AZIENDA TUTTA AL FEMMINILE di Anna Maria Perniola

• OVO - RECINTO MOBILE di Paola Perrini​​​​​

 

Ad aggiudicarsi il premio - offerto dalla PROGEVA (la nota azienda da tempo impegnata sul fronte dell’economia circolare) - è stato il progetto Opuntia di Melucci e l’altamurana Rosalia Facendola, due giovani ricercatrici che hanno ideato, motivato e progettato nei minimi particolari una catena di sfruttamento degli scarti del fico d’india.

A proclamare il progetto vincitore è stato il prof. Francesco Lenoci (Università Cattolica di Milano), presidente della commissione giudicatrice composta dalla dott.ssa Antonella Baccaro (Corriere della Sera), dalla dott.ssa Lella Miccolis (ITS Locorotondo), dalla prof.ssa Elvira Tarsitano (Università di Bari) e dalla dott.ssa Grazia Valentino (CREA-PB). A consegnare il premio sono state Lella Miccolis, in qualità di amministratore unico della Progeva, e Doranna Rinaldi, presidente del Soroptimist Club di Martina Franca.

"Economia circolare è un atto di impegno e responsabilità che ciascuno di noi si assume per prendersi cura, non solo del nostro pianeta, ma anche di noi stessi - ha commentato Rosalia Facendola - Sabato 25 settembre, io e la mia collega ed amica Francesca Maria Melucci, abbiamo avuto il piacere di esporre il progetto presentato per il bando "Le donne per un'economia rurale e circolare" indetto dal Soroptimist Club Martina Franca, a coronamento del ciclo di seminari su "Parità di genere e sviluppo sostenibile", inseriti nell'ambito del progetto "L'economia circolare: le prospettive e le opportunità per l'imprenditoria e il lavoro femminile in agricoltura nelle aree rurali".

"Il progetto da noi ideato - ha infine concluso - è "Opuntia ficus-indica: tra virtuosismo e futurismo". Il protagonista indiscusso del nostro lavoro è Opuntia ficus-indica il quale non rappresenta solo il ficodindia, bensì una pianta che può suscitare un notevole interesse dal punto di vista ambientale ed economico. La pianta del ficodindia è altresì perfettamente integrata nel nostro contesto culturale e paesaggistico, tanto da creare un indissolubile e caratterizzante legame con il territorio rurale pugliese.

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