Lenticchia di Altamura IGP, assessore lucano Braia: "Prodotto sano con forte identità territoriale"

Lenticchia di Altamura IGP, assessore lucano Braia: "Prodotto sano con forte identità territoriale"

Un legume sano proveniente dalla Basilicata e dalla Puglia e inserito a pieno titolo nella dieta mediterranea.

Attualità
Altamura giovedì 06 settembre 2018
di La Redazione
L'assessore regionale Braia con il direttore del Consorzio Centoducati.
L'assessore regionale Braia con il direttore del Consorzio Centoducati. © Lenticchia di Altamura IGP

L’assessore alle Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata, Luca Braia, ha reso noto che la Lenticchia di Altamura, prodotto IGP di Basilicata e Puglia, in soli 2 anni ha acquisito una forte reputazione sul territorio nazionale registrando importanti incrementi a livello commerciale.

Un legume sano proveniente dalla Basilicata e dalla Puglia e inserito a pieno titolo nella dieta mediterranea. I numeri contano oltre 200 associati con il 60% degli ettari coltivati nel territorio della Basilicata nei 9 comuni lucani di Montemilone, Palazzo San Gervasio, Genzano di Lucania, Irsina, Tricarico, Matera, Banzi, Forenza e Tolve.

L’assessore ha messo in evidenza come ci sia un forte legame tra il prodotto e la zona di produzione della “Lenticchia di Altamura IGP” che comprende inoltre in Puglia, il territorio di ben 10 comuni del Parco Nazionale dell’Alta Murgia: Altamura, Ruvo di Puglia, Corato, Minervino Murge, Andria, Spinazzola, Poggiorsini, Gravina in Puglia, Cassano delle Murge, Santeramo in Colle.

"Siamo soddisfatti della buona annata agraria 2017-18 che emerge dai dati del raccolto di luglio, seppure a causa delle piogge di giugno molto prodotto è purtroppo andato perso: sui 2000 ettari seminati e certificati a Lenticchia di Altamura IGP raccolti in circa 14.000 quintali con una media di 7 quintali per ettaro".

L’assessore ha anche spiegato come il prezzo della IGP viene programmato e stabilito prima ancora delle semine con gli agricoltori e le Cooperative agricole del territorio e questo permette agli agricoltori di avere delle garanzie sul proprio lavoro. Sono infatti riconosciuti agli agricoltori circa 95 euro/qle per l’IGP da agricoltura convenzionale e circa 125 euro/q.le per il prodotto IGP Biologico. Il prodotto nazionale (non IGP), così come quello estero, oggi ha una quotazione di circa 45 euro/q.le. Questa differenza di prezzo è la dimostrazione che la qualità paga e che l’unione e la cooperazione tra gli agricoltori è l’unica arma a disposizione per tutelare il lavoro nei campi, la nostra cultura ed il nostro territorio.

Lascia il tuo commento
commenti