Seconda Guerra Mondiale: medaglia d'onore all'altamurano Michele Bolognese

Seconda Guerra Mondiale: medaglia d'onore all'ufficiale altamurano Michele Bolognese

​Il prossimo 25 gennaio a Bari, verrà concessa, con decreto del Presidente della Repubblica, la medaglia d’onore, destinata ai cittadini e militari italiani deportati ed internati nei lager nazisti.

Attualità
Altamura lunedì 21 gennaio 2019
di La Redazione
Il soldato altamurano Michele Bolognese.
Il soldato altamurano Michele Bolognese. © Famiglia Bolognese

Il prossimo 25 gennaio, presso l’Archivio di Stato di Stato di Bari, verrà concessa, con decreto del Presidente della Repubblica, la medaglia d’onore, destinata ai cittadini e militari italiani deportati ed internati nei lager nazisti, alla memoria del cittadino altamurano avv. Michele Bolognese. Saranno presenti, tra le varie autorità, il prefetto ed il sindaco di Bari.

Nato ad Altamura nel 1921 allo scoppio della seconda guerra mondiale viene mandato in Montenegro come ufficiale di artiglieria. All’indomani dell’armistizio aderisce alla Divisione partigiana Garibaldi e viene catturato dai tedeschi in Serbia nel maggio 1944 aggiungendosi alla marea di soldati italiani (circa 650.000) che si rifiutarono di combattere al fianco dei tedeschi: i cosidetti I.M.I. (Internati Militari Italiani). Privi dello status di prigionieri di guerra e considerati traditori dagli ex-alleati tedeschi, subirono immani maltrattamenti il cui apice fu raggiunto nel loro utilizzo nei campi di lavoro forzati (Arbeitskommando).

Dopo un breve periodo in Polonia, viene tradotto nei lager di Sandbostel e Wietzendorf dove condivide la sua prigionia con personaggi famosi come lo scrittore Giovannino Guareschi (autore di Peppone e Don Camillo), del politico Alessandro Natta e dell’attore Gianrico Tedeschi. Viene liberato nel 1945 dalle truppe britanniche qualche giorno prima della “pulizia totale” del campo da parte dei nazisti.

Rientrato ad Altamura nel caos e nella miseria del dopoguerra, laureatosi in legge, si trova in prima linea per portare avanti le istanze dei reduci combattenti di guerra che seguì politicamente in seno al partito Socialista dove fu eletto consigliere comunale negli anni ’50.

Muore in tragiche circostanze nel 1990.

Ritirano la medaglia i suoi tre figli Lucia, Luigi e Domenico. Quest’ultimo è impegnato in una ricerca storica sul campo 65 di Altamura / Gravina, il più grande campo di prigionieri di guerra italiano della Seconda Guerra Mondiale. Una curiosità, alcuni soldati britannici catturati in nord Africa e tradotti nel campo di Altamura appartenevano alle stesse divisioni corazzate che due anni dopo parteciparono alle operazioni di liberazione del campo di Wietzendorf , ultimo campo di detenzione dell’avvocato Bolognese.

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