5,6 mln per tetti fotovoltaici a disagiati

Il consiglio Regionale dice "si" al reddito energetico, Puglia prima regione d'Italia

Proposta M5s approvata in consiglio regionale. Trevisi (M5S): «Presto altre seguiranno il nostro esempio»

Attualità
Altamura martedì 16 luglio 2019
di La Redazione
Il consiglio Regionale dice
Il consiglio Regionale dice "si" al reddito energetico, Puglia prima regione d'Italia © n. c.

Il Consiglio regionale della Puglia, primo in Italia, ha approvato all'unanimità la legge per il "Reddito energetico regionale", proposta da Antonio Trevisi (M5S) come primo firmatario, con uno stanziamento di 5,6 milioni di euro per il 2019. Prevede che la Regione Puglia acquisti e metta a disposizione impianti fotovoltaici da installare sui tetti delle abitazioni di persone disagiate o di condomini, in comodato d'uso, come misura di contrasto alla povertà e insieme di sviluppo delle energie rinnovabili. L'iniziativa è stata sperimentata per la prima volta con successo dal Comune di Porto Torres (Sassari). Grazie all'energia autoprodotta, si potranno abbattere i costi della bolletta. E' atteso ora il regolamento di accesso, con criteri di selezione dei beneficiari per favorire i nuclei in stato di indigenza, i più numerosi e le giovani coppie. Per le utenze condominiali, previsti punteggi in base a diversi criteri, come il numero di appartamenti ad uso residenziale presenti nell'edificio.

«Siamo orgogliosi - dichiara Trevisi - che la Puglia sia la prima Regione in Italia a dotarsi di una legge per l’istituzione del Reddito energetico e ringrazio i colleghi per l’approvazione all’unanimità. Come già detto dal ministro Di Maio durante l’inaugurazione del progetto a Porto Torres, il primo comune italiano in cui è stata sperimentata questa misura, auspichiamo che presto questa iniziativa sia replicata anche nelle regioni italiane e a livello europeo. Molte Regioni, infatti si sono interessate alla proposta che, oltre a promuovere la cultura delle energie rinnovabili, può contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici grazie a un maggiore rispetto dell’ambiente. Grazie a questa legge coniugheremo l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili con l’inclusione sociale, favorendo principalmente i soggetti meno abbienti; verranno inoltre premiati gli utenti che provvederanno a eseguire interventi per la rimozione dell'amianto dai tetti. Ora speriamo che la Giunta in tempi brevi predisponga il regolamento di attuazione per dare concreto avvio alla misura».

La misura del reddito energetico prevede la concessione di contributi da parte della Regione per ciascun intervento di acquisto e installazione di impianti fotovoltaici o microeolici a servizio delle utenze domestiche. Parte del contributo potrà anche essere utilizzato per l'installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria. È, inoltre, prevista la possibilità per i condomini di accedere a contributi per l'installazione di impianti fotovoltaici o microeolici e di sistemi di accumulo a servizio delle utenze condominiali. L’utente beneficiario sottoscriverà una convenzione con il Gestore Servizi Energetici (GSE) per l’attivazione del servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta e s’impegnerà a cedere alla Regione i crediti così maturati nei confronti del GSE. In questo modo, la Regione potrà ottenere ulteriori risorse per finanziare l’installazione di nuovi impianti, ampliando la platea dei beneficiari.

«Con lo stanziamento di cinque milioni e seicentomila euro previsto dalla legge, non solo daremo un sostegno alle famiglie in difficoltà - dichiara Trevisi - ma contribuiremo anche ad abbattere le emissioni atmosferiche attraverso il progressivo incremento della produzione d’energia elettrica da fonti rinnovabili. Con il reddito energetico vogliamo rendere i cittadini produttori di energia, promuovendo un modello di generazione distribuita e favorendo l’autoconsumo. La Puglia è la regione che brucia più carbone in Italia, basti pensare che oltre il 40% del consumo nazionale viene bruciato in una fascia di 70 km tra Brindisi e Taranto. Le fonti rinnovabili e la generazione distribuita - conclude il pentastellato - sono l’unica vera prospettiva di liberazione dalla dipendenza energetica dalle fonti fossili, a favore di un sistema caratterizzato da autonomia e partecipazione, volto a realizzare il modello dell’economia solidale nel settore energetico».

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