Anche in questo caso comunque gli spostamenti dovranno essere autocertificati

Coronavirus, fare la spesa in altro Comune: se si risparmia è possibile

Con le FAQ al Dpcm il Governo cambia le regole per fare la spesa in zona rossa e arancione

Attualità
Altamura martedì 17 novembre 2020
di La Redazione
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spesa © n.c.

Cambiano le regole per fare la spesa in zona rossa e arancione. Con il Dpcm 3 novembre 2020 il Governo ha suddiviso l’Italia in tre aree, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per le quali sono previste specifiche misure restrittive.

La Puglia, almeno fino ad ora, rientra tra le regioni di zona arancione.

Ma – come riporta QuiFinanza - qualcosa ora cambia rispetto agli spostamenti. Nella sua versione iniziale, specificate nelle FAQ (Frequently Asked Questions,ovvero le domande poste più frequentemente) del Governo, il decreto prevedeva che fosse possibile spostarsi per fare la spesa fuori dal proprio Comune solo in casi molto precisi.

Le disposizioni del Dpcm nella prima versione

Inizialmente era possibile spostarsi in altri Comuni solo ed esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, di necessità o per motivi di salute.

Se quindi il Comune non disponeva di punti vendita, o fosse stato necessario acquistare con urgenza generi di prima necessità non reperibili nel Comune di residenza o domicilio, lo spostamento – come scrive QuiFinanza - era consentito solo entro questi stretti limiti, che dovevano essere comunque autocertificati.

Cosa prevedono le nuove FAQ del Governo

A partire da ieri, lunedì 16 novembre, con una modifica alle FAQ, il Governo Conte chiarisce che gli spostamenti verso Comuni diversi da quello in cui si abita sono vietati, salvo che per specifiche esigenze o necessità.

Fare la spesa rientra sempre adesso fra le cause giustificative degli spostamenti.

Il Governo, in particolare il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha raccolto una istanza specifica sollevata, attraverso un appello sul quotidiano La Stampa, da Alberto Balocco, presidente e AD dell’omonima celebre industria dolciaria di Fossano, per autorizzare gli spostamenti tra Comuni per l’acquisto di generi alimentari.

Ma le polemiche non sono mancate in quanto in molti hanno sottolineato che questa modifica possa generare, di fatto, un vantaggio per la grande distribuzione rispetto ai negozi di vicinato.

Quindi, laddove il proprio Comune non disponga di punti vendita o nel caso in cui un Comune contiguo al proprio presenti una disponibilità, anche in termini di maggiore convenienza economica, di punti vendita necessari alle proprie esigenze, lo spostamento è consentito, entro tali limiti.

Anche in questo caso comunque gli spostamenti dovranno essere autocertificati (scarica il modulo cliccando qui).

La modifica a queste regole però sembra essere molto vaga. Per chi vive infatti in piccole realtà in cui non sono presenti supermercati risulterebbe comprensibile spostarsi in città più grandi ma non è chiaro come venga “misurata” questa «maggiore convenienza economica» identificata nelle FAQ.

Questa interpretazione induce a pensare che lo spostamento sia a discrezione di ogni cittadino: ma sarà davvero così?

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