Tutte le fasi del procedimento e come affrontarlo

Infertilità femminile, quando serve l’ovodonazione

Le indicazioni del centro di Medicina della riproduzione ProCrea con la possibilità di fare il primo colloquio a Taranto

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Altamura lunedì 01 ottobre 2018
Infertilità femminile, quando serve l’ovodonazione
Infertilità femminile, quando serve l’ovodonazione © n.c.

Viene stimato che tra le donne con problemi di infertilità, circa il 20% per poter avere un figlio deve fare ricorso all’ovodonazione. In situazioni come l’esaurimento della funzione ovarica, la menopausa precoce fisiologica oppure la menopausa chirurgica, ma anche nei casi di fallimenti ripetuti con le tecniche di procreazione assistita e nelle donne affette da endometriosi avanzata viene indicato il ricorso ad una donatrice per poter avere una gravidanza. «L’ovodonazione richiede un programma che deve essere avviato solamente dopo aver effettuato approfonditi esami e aver diagnosticato evidenti problemi irrisolvibili in altro modo», spiega Marina Bellavia, ginecologa e specialista in Medicina della riproduzione del centro per la fertilità Procrea di Lugano. Può essere la terapia risolutiva in particolari situazioni oppure quando una donna affetta da particolari malattie genetiche vuole essere certa di non trasmetterle ai propri figli».

La procedura può essere sintetizzata in pochi passaggi. «Verificata la necessità di ricorrere all’ovodonazione, si individua la donatrice e si procede con una preparazione endometriale della futura mamma. Con il seme del compagno vengono fecondati gli ovuli, quindi si procede con il trasferimento degli embrioni nell’utero della ricevente», spiega Bellavia. «Si attendono allora i classici 14 giorni per fare il test di gravidanza e verificare il successo della terapia che, nel caso dell’ovodonazione, è superiore a qualsiasi altra tecnica di procreazione assistita».

La scelta delle donatrici segue un rigoroso percorso. «Le donatrici vengono selezionate in modo accurato e sottoposte ad esami specifici. Hanno in media 25 anni, quindi un’età molto giovane che permette di ovviare ad alcune specifici problemi dettati esclusivamente dal fattore tempo», prosegue la specialista di ProCrea. «Questo permette di ottenere tassi di successo elevati: considerando solamente le pazienti sottoposte al primo trattamento di procreazione assistita, abbiamo ottenuto una gravidanza in oltre il 54% dei casi».

ProCrea ha strutturato un percorso tutto italiano per l’ovodonazione. ProCrea è in grado di poter rispondere in modo completo alle problematiche di infertilità, individuando per ciascun caso la terapia più appropriata e assicurando l’assistenza sempre con il proprio personale. «La scelta di aprire all’Italia è stata una scelta dettata dalla volontà di essere ancora più vicini alle coppie con problemi di infertilità», aggiunge Bellavia. «Una scelta che viene rafforzata dalla possibilità di fare il primo colloquio senza dover venire nella sede di Lugano. A Taranto Procrea ha infatti avviato un ambulatorio per le coppie; un punto di contatto che permette di avere a disposizione tutta l’esperienza e la professionalità del nostro centro».

Per informazioni: www.procrea.ch

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