La scheda a cura di Samantha Santarcangelo

Giornata mondiale della natura selvatica - Raccontiamo l'occhione, una specie da proteggere

L'occhione è un uccello migratore che nidifica in estate sulla Murgia

Cultura
Altamura mercoledì 03 marzo 2021
di Samantha Santarcangelo
Giornata mondiale della natura selvatica - Raccontiamo l'occhione, una specie da proteggere
Giornata mondiale della natura selvatica - Raccontiamo l'occhione, una specie da proteggere © Giuseppe Carlucci

Oggi, 3 marzo, si celebra in tutto il mondo il World Wildlife Day, la giornata dedicata dall'ONU alla fauna selvatica. Quest'anno il tema lanciato dalle Nazioni Unite è “Il futuro delle specie selvatiche è nelle nostre mani”. Le venti guide ufficiali del Parco Nazionale dell’Alta Murgia con il direttivo del Parco Nazionale dell'Alta Murgia vogliono celebrare questa giornata con un’interessante iniziativa: raccontare una specie selvatica prensente nel nostro territorio.

La speranza è che si rafforzi in ognuno di noi la volontà di approcciarci alla natura con curiosità e stupore. Il monito è a tutelare queste specie evitando tutti quei comportamenti irresponsabili (dettati spesso dalla non conoscenza) che mettono a rischio la fragilità dell’ecosistema murgiano e di tutti gli habitat.

 

Una passeggiata verso la grotta di Sant’Angelo a Santeramo in Colle, nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia; un tramonto rubino di mezza estate, la pace della sera all’orizzonte e….

«Wé chi va là?!».

Un guizzo improvviso a pochi passi da noi, e via con grandi ali a cercare riparo tra i cespugli.

«Ma che uccello era!?».

Proprio lui: occhi dall’iride giallo intenso, becco corto e giallo con punta nera, corporatura robusta intorno ai 40 cm di lunghezza, lunghe zampe gialle da runner.  Petto, ventre e sottocoda sono color bianco-crema mentre il piumaggio marrone chiaro con una fitta vermicolatura gli consente di confondersi con l’ambiente acquattandosi al suolo. È lui: l’occhione (Burhinus oedicnemus, Linneus 1758).

Maschi e femmine di occhione sono tra loro molto simili. La differenza che può essere colta più facilmente è la dimensione poiché le femmine sono generalmente più piccole. I pulli sono ricoperti da un piumino color bianco-grigio e hanno il becco molto scuro dotato di un massiccio dente che scompare dopo 15 giorni di vita.

In volo presenta una figura riconoscibile grazie alle ali arcuate con strie bianche sulle ali più esterne nere. L’apertura massima è di circa 80 cm e nidifica in ambienti aridi e steppici come praterie o pascoli a copertura erbacea bassa e rada.

Sono questi sono i tratti distintivi di un uccello migratore che nidifica in estate sulla Murgia e che ha il fascino dell’inarrivabile. Sì, poiché attraverso le sue sorprendenti tecniche di mimetismo diventa molto difficile da scorgere. Mentre di giorno rimane immobile per diverse ore, spostandosi solo per necessità camminando rapidamente con il corpo basso e appiattendosi frequentemente al suolo, è al crepuscolo che iniziano le sue attività per poi continuare nelle ore notturne.

È proprio al calar del sole che possiamo godere della sua presenza attraverso l’ascolto del suo caratteristico verso “turlip-turlip-turlip”.

A livello nazionale l’Occhione è classificato nella Lista Rossa degli uccelli nidificanti in Italia come “Vulnerabile”, elencato in Allegato I della Direttiva Uccelli (79/409/CEE), specie oggetto di tutela secondo l'Articolo 2 della Legge 157/92.

Come possiamo proteggere l’occhione?  Limitando le uccisioni illegali, promuovendo la gestione di sistemi agricoli a minor meccanizzazione e impatto ambientale, evitando le trasformazioni dell'habitat di nidificazione e alimentazione.

 

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