Ritorna "Epicentro" la rassegna biennale del Movimento Culturale Spiragli. Il PROGRAMMA COMPLETO

Ritorna "Epicentro" la rassegna biennale del Movimento Culturale Spiragli. Il PROGRAMMA COMPLETO

Si parte il 6 dicembre con la giornalista e scrittrice Asmae Dachan.

Cultura
Altamura lunedì 25 novembre 2019
di La Redazione
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Ritorna "Epicentro" la rassegna biennale del Movimento Culturale Spiragli. Il PROGRAMMA COMPLETO © n.c.

Ritorna “Epicentro”, la rassegna biennale organizzata e promossa dal Movimento Culturale Spiragli con l’obiettivo di definire un campo di confronto in cui il dialogo interdisciplinare, interreligioso e interculturale sia strumento di comprensione di un contesto globale sempre più orientato all’esclusione invece che all’inclusione, alla discriminazione in luogo dell’integrazione, alla costruzione di muri piuttosto che all’edificazione di ponti.

Con “Epicentro” la città di Altamura diviene punto nevralgico di un dibattito libero e aperto su questioni che riguardano l’uomo inteso nella sua individualità e in quanto parte di un sistema socio-politico-culturale più complesso, nel quale appare improrogabile la necessità di definire nuovi modelli esistenziali e relazionali che permettano di guardare alla diversità come a un’opportunità di crescita collettiva e non come a una minaccia dalla quale difendersi.

Gli incontri, che vedranno protagonisti personaggi di spicco del panorama culturale nazionale e internazionale, si svolgeranno presso l’Agorateca di Altamura, una Biblioteca di Comunità realizzata con i fondi FESR del POR Puglia 2014/2020 e concepita per essere spazio di condivisione della conoscenza e di aggregazione tra individui senza distinzione di sesso, età, fede religiosa e appartenenza politica.

Questo il dettaglio della rassegna:

Asmae Dachan, Le voci dei siriani, 6/12/2019

Jean-Claude Chincheré, I campi profughi libanesi, 31/01/2020

Giancarlo Visitilli e Kader Diabate, La pelle in cui abito, 19/02/2020

Guido Barbujani, L’invenzione delle razze, 07/03/2020

Alexian Santino Spinelli, La cultura millenaria del popolo Rom, 20/03/2020

Edoardo Lombardi Vallauri, La lingua disonesta, 17/04/2020

Beate Christine Weyland e Sandy Farag Attia, Progettare scuole tra pedagogia e architettura, 24/04/2020

Giovanna Cristina Vivinetto, Dolore minimo -la persona oltre il genere-, 08/05/2020


Asmae Dachan, giornalista e scrittrice

Le voci dei siriani, 6/12/2019

Di origine siriana, nasce ad Ancona e ama immaginare la sua vita come un ponte che unisce culture e popoli diversi. Collabora con numerose testate nazionali tra cui Panorama, Avvenire, Antimafia 2000 e The Post Internazionale, occupandosi di esteri, in particolare Medio Oriente e Nord Africa, di immigrazione, diritti umani, dialogo interreligioso e interculturale. Ha pubblicato romanzi e libri di poesie e continua a scrivere per passione. Il suo ultimo romanzo è “Il silenzio del mare” pubblicato da Castelvecchi a ottobre 2017. Ha vinto numerosi premi giornalistici per i suoi reportage sulla Siria. L’ultimo riconoscimento ricevuto è il “Premio per la pace e l’amicizia tra i popoli” assegnato a settembre 2018 nell’ambito del concorso Giornalisti del Mediterraneo per il reportage “Porto franco” pubblicato su Panorama. Parla quattro lingue, ma spesso è di poche parole e comunica scattando fotografie dei suoi numerosi viaggi. L’Università della Svizzera per la Pace l’ha nominata a vita “Ambasciatrice di Pace” ed è consigliere permanente dell’Università per la Pace delle Marche. Il 2 giugno 2019 è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana".


Jean-Claude Chincheré, fotografo

I campi profughi libanesi, 31/01/2020

Nasce ad Aosta nel 1993. Si laurea a pieni voti all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, con una tesi/reportage sui rifugiati siriani in Libano. Fotografo freelance e documentarista, dal 2013 è stato selezionato per masterclass e workshop tra i quali: masterclass all’agenzia fotografica Magnum Photos di Parigi con il fotografo Jérôme Sessini; masterclass allo IED, Istituto Europeo di Design, di Milano con Luca Bigazzi, direttore della fotografia di Paolo Sorrentino; workshop presso la scuola Holden di Torino, terminata con una video performance presentata ad Artissima. Il suo primo lavoro di videoarte, Res Publica, è stato selezionato dall’Accademia Albertina di Torino per partecipare al X Premio Nazionale delle Arti di Bari nel 2013. Ha ottenuto la menzione d’onore al Moscow International Foto Awards del 2015, proprio per il reportage sui rifugiati siriani in Libano. Vince il premio Film Commission Torino-Piemonte 2015. Nel 2016 espone la sua prima mostra ad Aosta e partecipa a premi fotografici internazionali: Moscow International FotoAwards; IPA 2016 “Family of Man” (International Photography Awards). Vince il premio Film Commission Torino-Piemonte 2015. La rivista nazionale “Digital Camera Magazine” gli dedica 10 pagine di intervista.


Giancarlo Visitilli, giornalista, scrittore, critico cinematografico

La pelle in cui abito, 19/02/2020

Da anni firma una rubrica su “la Repubblica”, nella pagina di Bari, che si chiama “In cattedra”. Ha fondato la cooperativa sociale “I bambini di Truffaut” ed è ideatore del festival di cinema e letteratura del racconto - Il Film, che ha luogo ogni anno nei castelli della Puglia. Nel 2012 publica per Einaudi - Stile libero “E la felicità, prof?”. Nel 2019 pubblica per Laterza “La pelle in cui abito”, in collaborazione con Kader Diabate.


Kader Diabate, attivista e ambasciatore Unicef

La pelle in cui abito, 19/02/2020

Nasce in Costa d’Avorio, 20 anni. Lascia la Costa d’Avorio 3 anni fa, alla ricerca di un Paese che gli permettesse di credere di poter cambiare il mondo. A 13 anni ha iniziato ad essere un attivista. Suo zio, un insegnante di filosofia, ha incendiato la sua adolescenza con i libri di Marx, Kant, Nietzsche. Gli piace giocare a calcio, leggere biografie. Ascolta musica reggae. Tiene conferenze nelle scuole e si batte per i diritti umani. Nel 2016 fonda l’associazione “Génération Consciente”. A dicembre del 2018 a Marrakech, Marocco, rappresenta l’Italia alla due giorni dello Youth Forum organizzato dall’Unicef alla vigilia della Conferenza Intergovernativa sul Global Compact. Diventa Ambasciatore Unicef, visitando di recente le Nazioni Unite a Ginevra per esprimere le opinioni di 4.000 bambini e migranti raccolti attraverso U-Report, lo strumento di messaggistica sociale dell'UNICEF per i giovani.

Sta per inaugurare una biblioteca nella sua città in Costa d’Avorio grazie al parternariato con i Presidi del Libro della Puglia. Tra i primi progetti in cantiere, un Forum Internazionale sull’etica di pace in Costa d’Avorio, con 400 giovani da tutto il mondo, 5 capi di stato e diversi ministri. I risultati ottenuti da questo grande incontro interculturale saranno raccolti su libri bianchi che arriveranno nelle mani delle Nazioni Unite, come contributo al raggiungimento dell’evoluzione culturale giovanile. Pochi mesi fa l’incontro con il Papa: un colloquio importante, vissuto con grande responsabilità ed emozione.

Ad ottobre 2019 pubblica, edito da Laterza il suo primo libro “La pelle in cui abito”, scritto a quattro mani con Giancarlo Visitilli, giornalista di Repubblica e docente di italiano. Kader scrive le prime 200 pagine a mano quando viveva a Camini: “una delle prime cose che ho chiesto alla cooperativa è stata carta e penna”. Perché per avviare un cambiamento è necessario virare lo sguardo e il suo modo di raccontare, come di vivere.


Guido Barbujani, genetista e scrittore

L’invenzione delle razze, 07/03/2020

Nato ad Adria nel 1955. Laureato in Scienze Biologiche si è formato in genetica delle popolazioni. Ha lavorato alla Stony Brook University (Stato di New York), alle Università di Londra, Padova e Bologna, e dal 1996 è professore di genetica all'Università di Ferrara. Collabora con il Domenicale del Sole 24 Ore. Ha lavorato su diversi aspetti della diversità genetica umana e della biologia evoluzionistica. In collaborazione con Robert R. Sokal, è stato fra i primi a sviluppare i metodi statistici per confrontare dati genetici e linguistici, e così ricostruire la storia evolutiva delle popolazioni umane. Le sue analisi della variabilità genetica in Europa sono fra i principali elementi a favore del modello di diffusione demica neolitica proposto per primo da Luca Cavalli-Sforza, secondo cui l'agricoltura si è diffusa in Europa soprattutto grazie all'immigrazione di agricoltori neolitici provenienti dal sudest. Nei suoi studi Barbujani si è anche occupato di DNA antico, nell'uomo di Cro-Magnon, negli Etruschi e nei Sardi dell'età nuragica. Attraverso lo studio del DNA e di come le differenze genetiche sono distribuite fra popolazioni umane, è arrivato a dimostrare come il concetto tradizionale di razza non rappresenti una descrizione soddisfacente della diversità umana.

Riconoscimenti Nel 2007 con il saggio “L'invenzione delle razze” vince il quinto Premio letterario Merck Serono, premio dedicato a saggi e romanzi, pubblicati in italiano, che sviluppino un confronto ed un intreccio tra scienza e letteratura, con l'obiettivo di stimolare un interesse per la cultura scientifica rendendo accessibile anche ai meno esperti.

Nel 2014 vince il Premio Napoli con la motivazione: “Genetista di fama internazionale, Guido Barbujani si è segnalato per la sua opera di divulgazione scientifica, che ha avuto come oggetti privilegiati l'evoluzione umana e il tema delle ‘razze'; nonché per la sua produzione narrativa, tra fiction, autobiografia e documento. Per entrambe le vie, ha fornito al dibattito culturale utili antidoti a pericolose tendenze ideologizzanti e pseudo-scientifiche. La sua prosa, limpida ed efficace, e il senso innato della narrazione, ne fanno una figura singolare nello scenario italiano dove, a dispetto di Galilei, la qualità media della divulgazione scientifica appare oggi modesta.”

Pubblicazioni: i romanzi “Dilettanti”, “Dopoguerra”, “Questione di razza” (premio Hemingway), “Morti e sepolti” e “Tutto il resto è provvisorio2; i saggi “L’invenzione delle razze” (premio Merck-Serono e selezione Galileo), “Europei senza se e senza ma”, “Sono razzista, ma sto cercando di smettere” (con Pietro Cheli), “Lascia stare i santi. Una storia di reliquie e di scienziati”, “Contro il razzismo” (con Marco Aime, Federico Faloppa e Clelia Bartoli), “Gli africani siamo noi” (premio selezione Galileo), “Il gene riluttante” (con Lisa Vozza) e “Il giro del mondo in sei milioni di anni” (con Andrea Brunelli), “Sillabario di genetica per principianti”.


Alexian Santino Spinelli, musicista, scrittore, compositore

La cultura millenaria del popolo Rom, 20/03/2020

È un Rom italiano, musicista, compositore, poeta, saggista, docente universitario. Ha due lauree, una in Lingue e Letterature Straniere Moderne e l’altra in Musicologia, entrambe conseguite all’Università di Bologna. È autore di numerosi articoli e opere letterarie sul mondo Rom. Con il suo gruppo, l’Alexian Group, tiene numerosi concerti in Italia e all’estero. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti la nomina nel 2004 ad ambasciatore dell’arte e della cultura romanì nel mondo da parte della International Romanì Union. Ha eseguito sue composizioni per orchestra sinfonica al Palazzo del Consiglio d’Europa a Strasburgo e il Murdevèle (Padre Nostro) per Papa Benedetto XVI e per Papa Francesco in mondovisione. La sua poesia “Auschwitz” orna a Berlino il monumento dedicato alla memoria dello sterminio di Sinti e Rom durante il nazismo, inaugurato alla presenza del Capo di Stato tedesco e di Angela Merkel.


Edoardo Lombardi Vallauri, docente di Linguistica

La lingua disonesta, 17/04/2020

Nasce a Firenze. Professore associato di Glottologia e Linguistica a Roma Tre. Ha insegnato Glottologia nell'Università di Cassino, Linguistica Generale e Linguistica Inglese nell'Università di Roma Tre. È stato visiting scholar a Vienna, Santa Barbara (California) e Tokyo.

Si occupa di linguistica generale, inglese, italiana, latina e romanza, giapponese. È socio della SLI (Società di Linguistica Italiana), della SIG (Società Italiana di Glottologia), della SIDG (Società Internazionale di Dialettologia e Geolinguistica) e dell'AISTUGIA (Associazione Italiana di Studi Giapponesi).

Ha collaborato alla parte teorico-linguistica del Progetto Finalizzato Robotica del CNR per la realizzazione di un analizzatore grammaticale e semantico automatico. Ha tradotto opere scientifiche dal francese, dal tedesco e dall'inglese per le case editrici La Nuova Italia e Adelphi. Ha fatto parte, come assistente alla direzione, della redazione del vocabolario Conciso Treccani dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana.

Fra i suoi interessi scientifici, la struttura informativa dell’enunciato, la linguistica della persuasione, il rapporto fra linguaggio e cervello. E’ ideatore e amministratore del sito web www.rightpronunciation.com, che fornisce la pronuncia dei nomi propri di interesse internazionale. Ha pubblicato a più riprese su questioni di politica universitaria, e di nocività della religione. Ha al suo attivo rilevanti collaborazioni con Rai Radio Tre (Castelli in Aria), Il Sole 24 Ore, MicroMega.

Fra le sue pubblicazioni: La linguistica in pratica (Il Mulino), La struttura dell’informazione (Carocci), Semplificare. Micro-filosofie del quotidiano Eri-Rai/AUP, Onomatopea e Fonosimbolismo (con Luca Nobile, Carocci), Parole di giornata (con Giorgio Moretti, Il Mulino), Capire la mente cattolica (Le Lettere), Parlare l’italiano. Come usare meglio la nostra lingua (Il Mulino), La lingua disonesta (Il Mulino).


Beate Christine Weyland, pedagogista

Progettare scuole tra pedagogia e architettura, 24/04/2020

Nasce in Germania, ad Amburgo, nel 1970. È professore di Didattica presso la Facoltà di Scienze della Formazione della Libera Università di Bolzano. Conduce ricerche sul rapporto tra pedagogia e architettura e design e sui temi dell’innovazione della didattica in ambito scolastico. I suoi corsi si centrano sui temi della didattica aperta e sensoriale con lo scopo di realizzare materiali didattici tra educazione e design, che stimolino i sensi e l’apprendimento creativo.

È nel direttivo della rete inter-istituzionale altoatesina “Spazio e apprendimento” e promotrice del gruppo PAD. Ha seguito diversi percorsi di progettazione condivisa nei processi di nuova edificazione o ristrutturazione oltre che di semplice appropriazione e ripensamento degli edifici scolastici e si muove sul territorio italiano e germanofono tra conferenze e incontri sulle qualità dello spazio educativo.

Ha seguito come consulente il concorso di progettazione “Torino fa scuola”, promosso dalla Fondazione Agnelli in collaborazione con la Compagnia di San Paolo.

Pubblicazioni:

• Beate Weyland, Pedagogia e architettura: tra consapevolezza e responsabilità, in

Dirigenti scuola 2011, Ed. La Scuola

• Beate Weyland, Tra pedagogia e architettura: un dialogo in costruzione, in Cultura e

Professione, nr.11 Febbraio 2011, E.d. La Scuola.

• B. Weyland, Tra pedagogia e architettura: lavori in corso…, in Infanzia, N.6 Novembre

Dicembre 2011.

• Monica Parricchi - Beate Weyland, Pedagogia dello spazio: appunti sulla scuola e la sua

architettura in ottica educativa, in A.Antonietti P.Triani, Pensare e innovare l’educazione, Vita e Pensiero, 2012.

• B.Weyland – S.Attia, Aula Aurea Aurea Aula, Tourris Babel, Fondazione Camera degli

architetti di Bolzano, Nr. 89, 2012.

• Beate Weyland, Architettura e Spazi per l’inclusione, in Difficoltà di Apprendimento,

Erickson 2013

• Beate Weyland, Media e spazi della scuola – ed.La Scuola, Brescia 2013

• Beate Weyland, Sandy Attia, Costruire pedagogie, Turris Babel, numero dedicato alle

scuole e al tema della relazione spazio/apprendimento, Settembre 2013


Interventi a convegni

• Convegno Inclusione e integrazione scolastica, Aprile 2013 – “Architetture e spazi per

l’inclusione”

• Organizzazione e moderazione del convegno “Lernen und Raum” 10 Novembre 2012.

• Presentazione della ricerca “Tra pedagogia e architettura “ e della ricerca al convegno

"3ème Conférence Internationale Education, Economie & Société / 3rd International

Conference on Education, Economy & Society" dal 20 al 23 Luglio 2011.

• Presentazione della ricerca “Tra pedagogia e Architettura in dialogo” al convegno ECER

– Urban Education Berlino 13-16 Settembre 2011.

• Prsentazione dello studio “Media e spazi della scuola”, Convegno ECER Cadiz –

Settembre 2012.

Altre attività

• Consulenza pedagogica per lo sviluppo del Piano dell’Offerta Formativa della scuola

privata SOWOLL a Bressanone – Settembre Giugno 2012.

• Consulenza pedagogica per la redazione del concetto pedagogico dell’Istituto

Comprensivo Merano I, in vista dell’ampliamento e ristrutturazione della scuola –

Gennaio-Giugno 2013.

• Rappresentante della Libera Università di Bolzano nella rete Spazio&Apprendimento


Sandy Farag Attia, Architetto


Progettare scuole tra pedagogia e architettura, 24/04/2020


Nasce in Egitto – Il Cairo nel 1974, nazionalità americana. Consegue il Bachelor of Science in Architecture all’ University of Virginia (1995) ed il Masters alla Harvard University (2000). Vince nel 2002 il Muschenheim Fellowship ed insegna presso la University of Michigan fino al 2004. Co-fondatrice, insieme all’architetto Matteo Scagnol dello studio MoDusArchitects – Bessanone. Ha all’attivo diverse realizzazioni basate su collaborazioni interdisciplinari.

L’ambizione è praticare progetti di architettura con approccio eterogeneo che unisce i diversi sfondi culturali e formativi dei partner. I progetti completati spaziano dalle infrastrutture agli edifici collettivi, fino agli interni, e includono commissioni pubbliche, istituzionali e private. Molti di questi lavori sono stati realizzati in Alto Adige. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui l’Honorable Mention per la Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana nel 2015 e 2012, il Premio Oderzo nel 2014 e il Premio Internazionale Piranesi nel 2014. Il lavoro di MoDusArchitects è stato esposto in diverse edizioni della Biennale di Architettura di Venezia, compresa quella del 2018 (nel Padiglione Italia).

«Non devono essere più pensate come posti miserabili, le nostre scuole devono avere identità». Con il suo linguaggio diretto, Sandy Attia sostiene: le scuole italiane hanno bisogno di architettura per diventare luoghi di riferimento per la collettività. Lo fa appoggiandosi su un bagaglio di esperienze importanti (8 progetti scolastici realizzati in Italia con il suo studio Modus Architects), da una prospettiva particolare (quell’Alto Adige, teso tra Italia e Mitteleuropa, all’avanguardia in tema di realizzazione di spazi per la collettività) e ormai con una consuetudine su questi temi, sviluppata anche attraverso la ricerca e la partecipazione a commissioni.

Ha seguito come consulente il concorso di progettazione “Torino fa scuola”, promosso dalla Fondazione Agnelli in collaborazione con la Compagnia di San Paolo.


Giovanna Cristina Vivinetto, Poetessa


Dolore minimo -la persona oltre il genere-,08/05/2020

Ènata a Siracusa il 6 febbraio 1994.

Laureata in Lettere moderne, vive attualmente a Roma, dove si è specializzata in Filologia moderna all'Università "La Sapienza" con una tesi in Letteratura contemporanea sulla poesia di Franco Buffoni.

Prima ancora di essere raccolte in volume, sue poesie sono state pubblicate sulla rivista Atelier (n°86) e in rete, su Poetarum Silva, Atelier online, Pioggia Obliqua, Patria Letteratura, Carteggi Letterari, Poesia di Luigia Sorrentino, La Tigre di Carta, Nuovi Argomenti, Le Parole e Le Cose, Nazione Indiana, e diversi altri siti e blog.

Dolore minimo è la sua opera prima, pubblicata nel maggio 2018 per l’editore Interlinea ed è la prima opera in Italia ad affrontare in versi la tematica della transessualità e della disforia di genere. Con prefazione di Dacia Maraini e postfazione di Alessandro Fo, il libro è apparso ed è stato recensito sulle maggiori testate giornalistiche nazionali, tra cui «Il Fatto Quotidiano», «La Repubblica», «La Stampa», «Il Messaggero», «Il manifesto», «Il Sole 24 ORE», «Panorama», «Il Corriere della Sera», «La Sicilia», «Cosmopolitan», in televisione su Rai Uno all'interno del programma "Il Caffè di Rai Uno", a cura di Yari Selvetella.

Una selezione di testi inediti, introdotti da una nota di Alberto Bertoni, è inclusa nel Quattordicesimo Quaderno di Poesia Contemporanea (Marcos y Marcos, marzo 2019).

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