Raccomandato Il sostegno per le famiglie con minori

Covid-19, via libera del Consiglio Regionale ad ulteriori contributi per le fasce più deboli

Stanziati circa 9,5 milioni di euro al fine di mettere in campo azioni di contrasto degli effetti negativi che l’epidemia in atto

Politica
Altamura martedì 05 maggio 2020
di La Redazione
Covid-19, via libera del Consiglio Regionale ad ulteriori contributi per le fasce più deboli
Covid-19, via libera del Consiglio Regionale ad ulteriori contributi per le fasce più deboli © Andrialive

Ieri mattina si è svolta la prima seduta di Consiglio regionale dall’inizio della pandemia, con i lavori condotti in modalità “mista”, vale a dire con alcuni Consiglieri presenti in aula e altri collegati “da remoto”.

Durante la sessione è stata approvata la proposta di legge recante “Misure straordinarie per fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia Covid-19”.

Quanto deliberato prevede lo stanziamento di circa 9,5 milioni di euro del bilancio autonomo regionale (vincolati nel dicembre scorso e destinati a misure per l’economia pugliese, c.d. “omnibus”) al fine di mettere in campo azioni di contrasto degli effetti negativi che l’epidemia in atto sta determinando, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche sotto il profilo economico, soprattutto per le fasce più fragili della nostra società e per una vasta platea di lavoratori autonomi ben poco coperti dalle misure adottate dal Governo nazionale.

A darne comunicazione, in una nota, è il consigliere regionale Enzo Colonna.

Il testo di legge licenziato dal Consiglio prevede anche che la Regione si faccia promotrice, presso i tavoli nazionali competenti, dell’istituzione di un fondo specifico dedicato al personale sanitario operante nelle strutture del servizio sanitario regionale, finalizzato a compensare con una indennità il maggior rischio di esposizione al Covid-19.


«Assieme ai colleghi Sebastiano Leo e Mimmo Santorsola avevamo presentato un emendamento a questa proposta di legge diretto a ritagliare un quarto dell'intera dotazione finanziaria (2,3 milioni), al fine di sostenere – commenta il consigliere Enzo Colonna - le famiglie con figli minori, nella fascia di età 0-12 anni, attraverso l’erogazione di bonus per l’acquisto di prestazioni socio-educative (offerte, per esempio, da asili nido, ludoteche, centri per minori nella forma individuale, come previsto anche dall'art. 48 del decreto legge "Cura Italia"), o per l’acquisto di attrezzature, strumenti informatici e altri supporti per l’accesso ai servizi educativi e didattici in modalità "a distanza" o per le spese relative a servizi di babysitting. Tuttavia – aggiunge Colonna - condividendo lo spirito dell’iniziativa legislativa, vale a dire quello di licenziare rapidamente una legge in grado di fornire un sostegno immediato alle fasce della popolazione in condizioni di maggiore fragilità, abbiamo ritirato questo emendamento, trasformandolo in una raccomandazione al Governo regionale affinché, in sede di attuazione della legge approvata, i Comuni destinino una quota delle risorse a ciascuno di essi assegnate per venire incontro alle esigenze delle famiglie con figli minori, per le finalità indicate nell'emendamento».

«Nel mio intervento – afferma ancora Colonna - sono tornato a sottolineare la bontà delle misure ideate dal Governo regionale in queste ultime settimane e in via di attuazione per sostenere l'economia pugliese. Mi riferisco, in particolare, al nuovo “Titolo II" e al nuovo “Microcredito”, due strumenti in grado di sostenere concretamente il tessuto produttivo e professionale pugliese, con immissione di liquidità anche in termini di contributi a fondo perduto a favore di piccole e medie imprese, partite iva, professionisti, con procedure particolarmente snelle».


«Per questo, pur comprendendo le ragioni di un ampio coinvolgimento delle realtà che compongono il partenariato economico e sociale, ho rivolto – conclude il consigliere regionale - un deciso appello al Governo regionale a chiudere definitivamente questa partita, completando il percorso di condivisione già avviato, senza ulteriori rinvii e senza che la fase di concertazione con i soggetti coinvolti possa costituire motivo di ulteriore rallentamento. La condizione in cui versano moltissime attività economiche del nostro territorio impone di attivare tempestivamente, già nei prossimi giorni, questi strumenti in modo che possano risultare efficaci».

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