L’erba delle streghe

A cura di Vittoria D'Agostino

Altamura - sabato 05 giugno 2021
Hypericum perforatum
Hypericum perforatum © Angela Ciocia

Una delle piante che mi ha da sempre incuriosito è l’Iperico: una delle 9 erbe “magiche” che per tradizione vengono raccolte nella notte che anticamente era fissata nella data del solstizio d’estate, poi spostata al 24 giugno. Volgarmente conosciuto come Cacciadiavoli, Pilatro, Fugademoni o Erba di San Giovanni, è l’Iperico l’erba da custodire, insieme all’aglio, all’artemisia e alla ruta, sotto le vesti la notte della vigilia del solstizio d’estate per allontanare le streghe. In molti paesi europei, l’Iperico cinge le tempie di coloro che danzano nella notte di San Giovanni intorno al fuoco, per poi, spenti i fuochi, gettare le fronde sui tetti delle case per preservarle dai fulmini.

L’erba di San Giovanni non rientra solo nella tradizione pagana, anzi, probabilmente è stata chiamata così proprio dai primi cristiani perché le foglie e i fiori strofinati liberano un olio di color rosso, a voler ricordare “il sangue” del santo. L’origine del nome non è del tutto chiara: secondo alcuni autori latini Hypericum deriva da “cum-iperione”, cioè “con Iperione”, il titano padre del Sole, dell’Aurora e della Luna. Nell’antica Roma, infatti, era una pianta sacra consacrata a Giove in quanto potente mezzo per disperdere l’oscurità, portando la luce e scacciando i fantasmi e i demoni, ideale per curare problemi dovuti ad eccesso di calore (bruciature, infiammazioni...). Ippocrate e Dioscoride sostenevano che significasse “al di sopra, più forte delle ombre” ed in effetti “yper”, dal greco, significa sopra, ed “eikon” immagine, quindi si potrebbe interpretare come “scaccio le immagini, allontano gli spiriti”. Per Linneo, invece, “eico” stava per “sembro, appaio”, un riferimento alla punteggiatura che è visibile sulle foglie e che viste in controluce appaiono come perforate da tanti forellini.

Qualunque sia l’origine del nome, è una pianta radicata nella tradizione europea, con il suo misticismo ed esoterismo.  Nel medioevo, durante la notte del 24 giugno, si raccomandava di mettere sotto il cuscino un mazzolino di Iperico così che il santo proteggesse il dormiente dalla morte per un anno intero, e appenderne un mazzetto alle finestre o sulle porte per impedire ai demoni di entrare nelle case; se le preghiere degli esorcisti non avevano sortito alcun beneficio, sul seno della donna “indemoniata” si mettevano alcune foglie d’Iperico, e altre si sparpagliavano nella sua abitazione. Anche i cavalieri ne apprezzavano il potere e nascondevano rametti di Iperico sotto l’armatura. I romani preparavano “l’acqua di San Giovanni” con fiori di lavanda, mentuccia, ruta e rosmarino, e la lasciavano macerare per l’intera notte mistica; il giorno dopo le donne utilizzavano quest’acqua profumata per lavarsi e garantirsi un anno in buona salute. L’olio rosso secreto era ingrediente indispensabile per filtri e pozioni in grado di alterare la volontà umana.

Non siete ancora convinti del potere di questa pianta? L’Iperico è un’erba officinale per eccellenza, usata in erboristeria da oltre 2000 anni, grazie alle sue proprietà fitoterapiche: ha un sapore amaro-dolciastro ad azione antidepressiva, antivirale, sedativa, ansiolitica, rinfrescante, astringente e antinfiammatoria, utilizzata localmente è analgesica e antisettica. Nella medicina tradizionale veniva impiegato per guarire dal morso dei serpenti e medicare ferite; si riteneva guarisse diverse malattie, figurava fra i rimedi consigliati contro gli attacchi di epilessia. Ancora oggi l’oleolito è usato contro le scottature o per massaggiare le parti indolenzite: dopo l’applicazione si sconsiglia l’esposizione al sole perché la pelle diventa fotosensibile. È possibile preparare dei liquori con ottime proprietà aromatiche e digestive e il fusto dopo un periodo di essicazione può essere usato come sostituto del tè. 

A questo punto vi chiederete come è fatto l’Hypericum Perforatum? È una erbacea perenne, che può raggiungere il metro di altezza. Le foglie sono opposte, con lamina ovato-lanceolata cosparsa di ghiandole traslucide (appaiano come forellini trasparenti) e ghiandole più scure sul bordo. I fiori, di un intenso giallo-oro, sono riuniti in corimbi apicali multiflori; hanno 5 sepali acuti interi e 5 petali ovali, asimmetrici e dentellati, tutti con ghiandole scure sul bordo. I frutti sono capsule triloculari, rossastre, con due linee longitudinali per ogni valva. È una specie cosmopolita con periodo di fioritura da aprile fino ad agosto, e massima a fine giugno. Ora non ci resta che attendere la notte di San Giovanni, e con qualche antico rito mistico, al chiarore di una luna quasi piena, passeggiare al crepuscolo nei campi incolti per accogliere la sua energia benefica... ma fate attenzione... è la notte delle streghe, chissà chi potreste incontrare lungo il cammino...

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