7 Giugno 1271: quando ad Altamura si cominciò a parlare francese

Il primo piede d’Oltralpe a solcare questo lembo di stupenda Murgia, fu quello dei soldati di Aloys o Louis De Beaujeu

Roberto Berloco Perle di storia altamurana
Altamura - lunedì 14 luglio 2014
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Dovette essere felice o, quanto meno, felicemente fruttuosa la presenza francese ad Altamura. Il primo piede d’Oltralpe, dopo quello dei Normanni che, però, non erano propriamente Francesi, a solcare questo lembo di stupenda Murgia, fu quello dei soldati di Aloys o Louis De Beaujeu, ossia il primo signore francese di Altamura in ordine di tempo. Il suo nome, nel fiorentino dell’epoca, veniva tradotto come Alonigi o Luigi De Bellojoco.

Egli prese possesso di quello che veniva definito padronato di Altamura e, insieme a questo, poiché si trattava in realtà d’un unico feudo, anche del ducato della vicina Gravina, nel giorno sette di Giugno dell’anno di grazia 1271. Con questa data, appunto d’investitura ufficiale per il vassallo transalpino, si può ritenere iniziata la parentesi del dominio francese ad Altamura.
Imparentato con lo stesso re di Francia Luigi IX il Santo per via materna e, dunque, con lo stesso Carlo I d’Angiò che di quel re era fratello, il De Bellojoco proveniva da Lione, capitale morale dell’Arpitania e aveva ricevuto questo feudo da quest’ultimo per il coraggio leale e formidabile dimostrato in battaglia, quella contro gli Svevi di Corradino, avvenuta a Benevento cinque anni prima.

A questo aristocratico di rango principesco è riconosciuto d’aver impostato il disegno ordinatore primigenio di quella che sarà definita Fiera di San Giorgio. Ma, per quanto manchino fonti scritte, il principe arpitano dovette mostrarsi probabilmente assai attento anche all’economia dell’intero territorio che rientrava nella propria giurisdizione: da buon aristocratico francese aveva tutto l’interesse a far prosperare il proprio feudo e, dunque, a non stringerlo con tassazioni esose. A confortare verso questa direzione il fatto che si adoperasse la titolazione di “Conca d’Oro” con riguardo proprio alla floridezza di questo feudo.

Un atteggiamento di feconda intelligenza che sarà seguito anche dai suoi successori, il più noto dei quali fu il conte Jean de Monfort, in italiano Giovanni di Monforte, anche lui in parentela con la Casa Reale di Francia. Proprio questi, per conto dei cittadini Gravinesi, a perorare la causa davanti a Carlo II d’Angiò, figlio di Carlo I, per l’istituzione formale della Fiera, che sarà concessa e stabilita in otto giorni nel febbraio del 1294. Ma, a comprova del fatto che occorrerebbero capitoli su capitoli per parlarne con giustizia, sono diversi e ancora altri i nomi di Francesi legati al territorio altamurano. Tutti prevalentemente dall’impronta degna. Come quella dell’Arciprete Pierre d’Angeriac, in italiano detto Pietro d’Angeriaco, canonico provenzale “di carattere energico e fattivo”, il quale resse l’ecclesia altamurana lungo un certo arco temporale, ma fu anche Tesoriere della Basilica di San Nicola a Bari.

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