La “bestia nera”: il mal di schiena

I consigli di Salvatore Corrado Salati e Maria Indrio.

Altamura - lunedì 10 giugno 2013
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Iniziamo questo articolo con una dovuta premessa. Il 70/80% delle persone, nel corso della propria vita finisce con l’accusare, prima o poi, “mal di schiena”. Questi disturbi compaiono, nel 20% dei casi, già verso i 20 anni e ne sono coinvolti impiegati, professionisti, casalinghe, commessi, autisti, operai,ecc. Di lombalgia certo non si muore, però è un dato di fatto che convivere con il “mal di schiena” è estremamente sgradevole: ne risente l’operosità, la serenità di cui avremmo bisogno ogni giorno. Ora però vediamo un po’ le cause. In realtà ad oggi le cause del “mal di schiena” non sono ancora state accertate.

Se ne attribuisce la colpa allo stress, si accusa l’artrosi che è un processo fisiologico di invecchiamento; spesso le algie sono attribuite alla scoliosi, ma questo è vero solo in parte. La prevenzione più spontanea è quella in cui il soggetto si ricordi che la colonna vertebrale è il pilastro del nostro corpo, e che è quindi fondamentale “rispettarla”, infatti, anche semplicissimi movimenti o atti che capita di compiere frequentemente posso farci correre rischi. Prendiamo come esempio una comune azione e cioè il Vestirsi.

Per infilare le calze o altri indumenti, si inclina o si flette il busto in aventi verso gli arti inferiori, mentre sarebbe preferibile rimanere seduti sul letto flettendo alternativamente gli arti inferiori al busto. Altro esempio, per spostare un mobile pesante, un frigorifero, una lavatrice, non bisogna fare forza in alto, o peggio ancora, dal basso verso l’alto, sovraccaricando la regione lombare, ma il più possibile vicino a terra, facendo leva sugli arti inferiori. Nel caso in cui il peso venga sollevato da terra, si è soliti flettere il busto avanti: è preferibile invece, piegare gli arti inferiori tenendoli, eventualmente, divaricati.

È sempre meglio mantenere il busto eretto o semi inclinato avanti, contrarre gli addominali per stabilizzare il bacino ed infine risollevarsi lentamente senza movimenti bruschi. In merito alla regione lombare, quella più colpita, regola fondamentale è il costante rispetto della norma della difesa, cioè l’assoluta necessità di risparmiare la propria “schiena” evitandole dannosi sovraccarichi. Chiudiamo con una piccola riflessione: “è facile per chi ha già sofferto di “mal di schiena” incorrere in qualche ricaduta e per chi non l’ha mai provato farne la conoscenza sgradevole per la prima volta”...quindi occhio!!!

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