Batte Grecia nel petto degli altamurani

Non è solo la leggenda a dirci quanto il sangue greco abbia nutrito il corpo della storia del popolo altamurano.

Roberto Berloco Perle di storia altamurana
Altamura - lunedì 14 ottobre 2013
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Non è solo la leggenda a dirci quanto il sangue greco abbia nutrito il corpo della storia del popolo altamurano. Che una presenza greca sia attestabile nel territorio altamurano da tempi assai remoti è fuor di dubbio per via di una serie di indizi convergenti.

A parte l’intenso richiamo mitologico alla fondazione della città comunque per mano greca, finisce per emergere con nitidezza come, fino da epoca risalente, si fossero verificati frequenti e floridi scambi commerciali come pure, inevitabilmente, culturali e linguistici, tra l’originario centro peuceta, delimitato dalla possente cinta muraria, oggi sotto il nome delle mura megalitiche, e le popolazioni magnogreche della sponda ionica più prossima.

Il dato storico più certo rimane, in ogni modo, quello dell’editto di rifondazione della città, con il quale l’imperatore Federico II di Svevia, nel quarto decennio del tredicesimo secolo, invita genti dal resto della Puglia e della Lucania a prendere dimora in questa terra. Tra le popolazioni che aderiscono al richiamo ci sono anche quelle greche provenienti dal Salento, una zona del tacco tradizionalmente patria di genìe di quel ceppo.

Sono uomini e donne che non solo parlano il greco, ma professano un cristianesimo di rito distinto da quello dei Latini, detto greco-ortodosso. Questo il motivo per cui non solamente creeranno un quartiere separato all’interno del nuovo suolo cittadino, dotato di una propria personalità architettonica, ma pure erigeranno una chiesa per il loro culto, dedicata a San Nicola dei Greci, oggi visibile lungo il corso, nata e cresciuta parallelamente alla Chiesa Madre dedicata all’Assunta.

Tracce odierne di sangue greco ad Altamura sono ravvisabili in alcuni cognomi, alcuni estinti, come l’aristocratico Filo, dal greco “filos-ou”, e cioè “amico”, altri esistenti a tutt’oggi, come Dambrosio o Plotino, e probabilmente Continisio, con una radice od un significato riconducibili all’antica lingua greca.

Ad esempio Dambrosio proviene dal sostantivo “ambrosia-as”, dal greco antico all’italiano “nettare degli dei”. Plotino, tradotto dal greco, significa letteralmente “uomo dalle piccole spalle”. Oggi è un cognome, noto per essere stato quello del primo sindaco d’Italia eletto direttamente dal popolo, ma in epoca antica corrispondeva ad un nome proprio, e lo fu anche di un famoso filosofo greco.

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