San Michele Arcangelo, una chiesa con un mistero

In pieno centro storico, quasi davanti al portale della Cattedrale, questa chiesa non è l’unica dedicata al Principe delle Milizie Celesti

Roberto Berloco Perle di storia altamurana
Altamura - martedì 25 febbraio 2014
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Una chiesa che conserva un mistero quella dedicata all’Arcangelo Michele. In pieno centro storico, quasi davanti al portale della Cattedrale, questa chiesa non è l’unica dedicata al Principe delle Milizie Celesti. Temporalmente la precede, difatti, quella rupestre situata alle spalle di viale Regina Margherita, mentre la segue quella costruita secondo i canoni della modernità e posta tra via IV Novembre e via La Carrera. E’ già una misteriosa coincidenza che in quello che, in fondo, è un paese, sia pure assai esteso, ricorrano ben tre edifici sacri dedicati all’Arcangelo. Una volontà dell’uomo locale, oppure meglio una del posto ma ispirata da Dio, ha dato a questo angelo pieno di bellezza luminosa e di potenza benefica un sentiero temporale costante all’interno di Altamura.

Ne ha tratto vantaggio naturalmente la comunità, protetta dalle insidie del Maligno in maniera almeno proporzionale a quanta perseveranza quella sua porzione di devoti all’Arcangelo ha da Questi ottenuto la pietà di una intercessione accolta da Dio. La chiesa è stata fatta costruire attorno al 1650 dalla Confraternita del Purgatorio, una congregazione di laici religiosi oggi non più esistente, ma il cui ricordo è positivamente impresso nella storia del luogo anche per altre buone ragioni. Lo stile architettonico esterno, come di sovente accadde per gli edifici non solo religiosi di questo secolo, è quello del barocco, mentre nell’interno si respira l’impostazione rinascimentale. I due stili finiscono per intrecciarsi ed il risultato complessivo, soprattutto dopo il restauro voluto qualche anno fa da monsignor Mario Paciello, è estremamente interessante e gustoso alla vista anche dei profani. La presenza di teschi umani in pietra sulla parete frontale della chiesa indica l’esistenza di un ossario sotto il suo pavimento, mentre una statua di San Michele Arcangelo nell’atto di trafiggere il Demonio con la propria spada, spicca per bellezza all’interno di una nicchia, mèta di devozione da parte dei fedeli per oltre tre secoli.

Forse una leggenda chiama oggi alla memoria un evento che qualche anziano del paese è ancora in grado di narrare. Durante una celebrazione ad un contadino altamurano comparvero improvvisamente spiriti di parenti defunti. L’uomo, preso dal terrore, fuggì via ma nella precipitazione il mantello che indossava rimase incastrato tra le ante del portale, per cui fu costretto a strapparlo pur di scappare, rimanendogli indosso solamente la metà. Da quel momento l’uomo fu soprannominato “Mezze Mandidde”. Si tratta di un fatto che sicuramente dona una luce di mistero a questa chiesa, che oggi viene aperta assai poco per le funzioni, in ciò risiedendo un’ulteriore distinzione rispetto agli altri edifici sacri del paese, con i quali gareggia per originalità e bellezza estetica.

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